Il ritiro di Matteo Arnaldi dalla semifinale del Roland Garros ha suscitato una tempesta di reazioni. L’immagine dell’ex numero uno del mondo, Andrè Agassi, mentre si porta le mani al volto in segno di disperazione ha fatto il giro del mondo. Nel contempo, sono emerse teorie complottistiche che insinuavano che Arnaldi avesse simulato il malore per favorire l’amico Flavio Cobolli o per ordine del presidente della Federazione, Angelo Binaghi, affinché Cobolli potesse affrontare Zverev in finale riposato. Anche l’ex campionessa americana, Jennifer Capriati, ha definito tali teorie come “follie”.
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La reazione di Andrè Agassi dopo aver appreso del ritiro di Matteo Arnaldi


Matteo Arnaldi sofferente durante la conferenza stampa in cui spiega le ragioni del ritiro
Il racconto di Filippo Sciolli su Matteo Arnaldi
Il ritiro di Arnaldi, causato da un virus gastrointestinale, ha riacceso l’interesse per la sua carriera e il suo percorso formativo. Filippo Sciolli, primo allenatore di Arnaldi e fondatore della Tennis Academy Sanremo, ha condiviso come è iniziato il suo viaggio nel tennis. “Matteo ha sempre dimostrato una grande professionalità fin da quando ha deciso di diventare un atleta, all’età di 13 anni”. Sciolli racconta che durante il periodo delle superiori, Matteo si allenava tre volte a settimana alle sei del mattino, arrivando in accademia al buio per riscaldarsi prima dell’inizio della lezione. “Era già lì da mezz’ora a fare stretching”.
“Matteo ha affrontato una sfida particolare: era molto esile e ha sviluppato la sua fisicità più tardi rispetto ai suoi coetanei. Durante gli under 16 e under 18, pesava venti chili in meno rispetto agli altri e misurava 15 centimetri in meno. Ha dovuto imparare a vincere con la strategia”. Sciolli sottolinea che Arnaldi si è sempre meritato i risultati ottenuti, non avendo mai cercato scorciatoie. “Ha affrontato le sfide della vita con determinazione, portandosi il pranzo da casa per risparmiare”.
Oggi, l’aspetto economico non è più un problema per Matteo. Prima di Parigi, aveva già accumulato circa 5 milioni di euro in premi, ai quali si sono aggiunti 750mila euro dopo la semifinale del Roland Garros. “Si merita ogni centesimo che guadagnerà”, conclude Sciolli, evidenziando i sacrifici che Arnaldi ha fatto per raggiungere i suoi obiettivi.
