Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) esprime preoccupazione per il sovraffollamento nel carcere di Valle Armea, situato a Sanremo.
Sovraffollamento e gestione critica
«Il carcere di Sanremo non ha mai registrato, negli ultimi anni, una presenza così elevata di detenuti come quella attuale», denunciano Donato Capece, segretario generale del SAPPE, e Vincenzo Tristaino, segretario nazionale del Sindacato per la Liguria. «Nonostante le ripetute richieste da parte della Direzione per un alleggerimento della popolazione detenuta, l’Ufficio Detenuti del Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria di Torino non ha ancora dato seguito a queste istanze».
Il SAPPE attribuisce la situazione a «una decisione politica scellerata del 2017 che ha privato la Liguria del suo Provveditorato regionale, accorpando la gestione al Piemonte. Questa scelta, che abbiamo denunciato fin dall’inizio, continua a danneggiare la gestione degli istituti liguri, sempre meno ascoltati nelle loro reali esigenze». Perciò, il sindacato richiede al Ministero della Giustizia e ai parlamentari liguri di riaprire il PRAP a Genova.
Condizioni di detenzione e sicurezza
Il Sindacato sottolinea che, dopo eventi critici recenti, la popolazione detenuta era stata mantenuta intorno alle 260 unità, permettendo una gestione equilibrata della struttura. «È stato grazie al senso del dovere della Polizia Penitenziaria e del personale dell’istituto», evidenziano Capece e Tristaino, «che si è potuto ripristinare legalità, ordine e sicurezza. Tuttavia, questo lavoro rischia di essere compromesso da un incremento incontrollato dei detenuti, rendendo difficile garantire condizioni di gestione accettabili».
La situazione di sovraffollamento è ulteriormente aggravata dalla mancanza di un Comandante titolare nella Casa Circondariale di Sanremo, assente da oltre un anno. «Recentemente è stato avviato un interpello per l’assegnazione dell’incarico. Nel frattempo, l’istituto è retto da un Commissario di Polizia Penitenziaria e un Ispettore Superiore, che si alternano nella direzione, affrontando una realtà complessa senza una linea di comando stabile», sottolineano i dirigenti del SAPPE.
Il sindacato richiama inoltre l’attenzione su un aspetto delicato: «Le celle hanno una superficie individuale di circa 3,01 metri quadrati per detenuto, al limite minimo stabilito dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Qualsiasi ulteriore aumento della popolazione detenuta potrebbe compromettere questa soglia, esponendo l’Amministrazione Penitenziaria a violazioni dell’articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo».
Richiesta di intervento
Il SAPPE chiede quindi un intervento immediato dell’Amministrazione Penitenziaria per riportare la popolazione detenuta di Valle Armea ai livelli normali, garantendo condizioni di gestione che rispettino la sicurezza dell’istituto, la tutela del personale e la dignità dei detenuti.
Donato Capece inquadra la situazione di Sanremo nel contesto della crisi nazionale del sistema penitenziario: «Quello che accade a Valle Armea non è un caso isolato, ma dimostra un sistema penitenziario in emergenza che non può essere ignorato. Ogni giorno si verificano aggressioni contro il personale, violenze, disordini e traffici illeciti».
«Il SAPPE», conclude Capece, «richiede un Piano straordinario nazionale per il sistema penitenziario: almeno cinquemila nuove assunzioni nella Polizia Penitenziaria nei prossimi due anni, una diversa organizzazione del circuito detentivo e misure concrete per ridurre il sovraffollamento, garantendo la sicurezza e il rispetto della legalità».