Tra il materiale sequestrato dai Carabinieri durante il blitz svolto nei giorni scorsi nella casa di Cusago, un comune alle porte di Milano, di Lorella Capano e Filippo Oldani, figurano un tablet e diversi documenti.
Dettagli sul blitz e sul sequestro
Come riportato dai colleghi di Prima Milano Ovest, il sequestro è avvenuto quasi simultaneamente alla perquisizione dei bidoni dell’immondizia in via Hope, a Sanremo, da parte dei militari del Nucleo Investigativo, alla ricerca di prove utili. Il tablet potrebbe contenere informazioni cruciali per comprendere il movente del delitto.
Filippo Oldani, studente di economia di 20 anni, è attualmente accusato dalla procura di Imperia di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. Secondo le indagini, avrebbe strangolato la madre, Lorella Capano, di 58 anni, nella loro casa di vacanza a Sanremo, un luogo frequentato regolarmente dalla famiglia.
Le accuse e l’ipotesi della procura
L’ipotesi degli inquirenti è inquietante: dopo aver assassinato la madre, Oldani sarebbe andato a cena da solo. Successivamente, avrebbe effettuato una chiamata al 112, dichiarando di non riuscire a rientrare in casa. È stato grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, che sono entrati nell’appartamento attraverso un balcone, che è stato rinvenuto il corpo di Capano intorno alle 22:00. L’autopsia, disposta dal pubblico ministero, ha evidenziato segni sul collo e sui polsi della donna, compatibili con uno strangolamento e un tentativo di difesa.
Le prove contro Filippo Oldani
Oldani ha dichiarato di aver lasciato la madre a casa, in preda a un malessere, intorno alle 19:15 per recarsi al ristorante, continuando a professarsi innocente. Tuttavia, la procura sostiene che il giovane sarebbe uscito di casa in un momento successivo, come dimostrerebbero le registrazioni delle telecamere di sorveglianza. Inoltre, è stata raccolta la testimonianza di un vicino che ha riferito di aver udito una violenta lite tra madre e figlio nel tardo pomeriggio. Il caso si complica ulteriormente con la questione dei graffi sul corpo di Oldani, che il ragazzo attribuisce a punture di insetto, mentre per la procura potrebbero essere segni lasciati dalla madre durante la colluttazione. Attualmente, Oldani è in carcere in attesa della convalida del fermo, prevista per domani. Ieri ha incontrato i suoi avvocati, Giovanni Briola e Alessandro Moroni, e ha anche ricevuto la visita del padre, giunto in Riviera dopo l’episodio di cronaca.