Nell’ambito dell’inchiesta Superbonus, che coinvolge il sindaco di Riva Ligure, Giorgio Giuffra, è stata accolta l’istanza del suo avvocato, Alessandro Moroni, per il dissequestro di alcuni beni. Questo comprende una cassetta di sicurezza e 16.500 euro in contanti, precedentemente acquisiti dalle Fiamme Gialle.
Restituzione di beni e orologi sotto sequestro
Il difensore del sindaco ha confermato la notizia a Primalariviera. Il denaro e la cassetta di sicurezza, trovati nella residenza di Giuffra e custoditi in banca, tornano ora nelle sue disponibilità. Tuttavia, restano sotto sequestro 18 orologi di lusso, parte della collezione personale del primo cittadino, che sono attualmente a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Matteo Gobbi, coinvolge altri quattro indagati: il fratello di Giuffra, Massimo Giuffra, ex presidente della Confcommercio di Taggia; l’imprenditore Giuseppe Ghu, legato ai fratelli Giuffra e presidente dello Sporting Taggia Sanremo; l’immobiliarista Daniele Lanza, già dirigente del Taggia Calcio; e l’ex vicesindaco socialista di Sanremo, Carlo Conti, ora in Forza Italia, che ha gestito diverse partecipate, tra cui la Porto di Imperia. Sono accusati di aver “gonfiato” le fatture relative al Superbonus 110% per il recupero delle facciate in 19 condomini situati tra Riva Ligure, Taggia e il comprensorio circostante. La Guardia di Finanza sta indagando su una rete di aziende collegate ai cinque indagati.
Gli indagati sono difesi dagli avvocati Alessandro Moroni (per Giorgio Giuffra), Maria Josè Sciortino (per Carlo Conti) e dal sindaco di Sanremo Alessandro Mager (per Giuseppe Ghu, Daniele Lanza e Massimo Giuffra).