Il 12 maggio, nel pomeriggio, il personale del Commissariato di Ventimiglia ha arrestato un cittadino albanese in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.
Detenzione di cocaina e arresto
Gli agenti, in servizio di appostamento sul lungomare Marconi a Vallecrosia, hanno controllato un’autovettura utilizzata da cittadini stranieri sospettati di spaccio. Il conducente ha mostrato segni evidenti di nervosismo e tremore, consultando continuamente il cellulare con l’applicazione mappe aperta. Gli agenti hanno quindi proceduto a una perquisizione del veicolo, che ha portato a risultati significativi: nel vano sottostante la cuffia della leva del cambio è stato trovato un astuccio portamonete in similpelle contenente numerosi involucri termosaldati con cocaina. In totale, sono state sequestrate 57 dosi per un peso complessivo di 46 grammi.
La perquisizione estesa alla persona ha consentito di recuperare anche banconote di vario taglio per un totale di circa 110 euro, presumibilmente provento dell’attività di spaccio, insieme a un cellulare.
Un narcotest effettuato da personale di polizia scientifica ha confermato che si trattava di cocaina. Considerata la suddivisione in 57 dosi pronte per essere vendute e le modalità di occultamento, gli agenti hanno dichiarato l’albanese in stato di arresto.
Informato il PM di turno, è stata disposta la conduzione dell’arrestato presso la casa circondariale di Sanremo in attesa dell’udienza di convalida prevista per il giorno successivo. Questa operazione antidroga ha contribuito a interrompere l’attività di spaccio, salvaguardando la collettività, in particolare i giovani, spesso più vulnerabili.
In Italia, il costo di un grammo di cocaina varia, a seconda della purezza, intorno agli 80 euro, con i profitti che vanno principalmente a organizzazioni criminali, spesso straniere, che controllano l’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione.
La cocaina provoca effetti depressivi nei consumatori, accompagnati da tristezza, apatia e affaticamento, spingendo l’assuntore a cercare nuove dosi per alleviare questi sintomi. Questo meccanismo può portare alla dipendenza, con effetti collaterali devastanti come ansia, paranoia e aggressività. Pertanto, è fondamentale la prevenzione e repressione del fenomeno, con la Polizia di Stato in prima linea a tutela delle nuove generazioni.