San Bartolomeo al Mare – Si è conclusa domenica sera la trentasettesima edizione del “Rovere d’Oro”, con il pianista giapponese Kubota Sota che si è aggiudicato il primo premio. Dopo dieci giorni di concerti, compreso l’evento “Aspettando il Festival”, San Bartolomeo al Mare ha vissuto un’intensa settimana di musica, diventando così un centro culturale di riferimento. Sul podio, al secondo posto, si è classificato Emanuele Viti (fisarmonica), seguito da Michele Bianco (fisarmonica) al terzo, Elena Di Mauro (oboe) al quarto e Alessandro Spezzano (violoncello) al quinto.
Partecipazione internazionale
Il concorso ha visto la partecipazione di musicisti provenienti da diverse regioni italiane e da Paesi europei ed extraeuropei, tra cui Cina, Giappone, Ucraina, Paesi arabi, Danimarca, Corea e Stati Uniti. La giuria, composta da esperti di fama internazionale attivi in ambito accademico e concertistico, ha scelto Kubota Sota come miglior musicista del concorso, che avrà l’opportunità di intraprendere una tournée in Messico, collaborando con il Conservatorio de Las Rosas (Morelia – patrimonio dell’UNESCO).

Un concorso con una visione
La direzione artistica del festival è stata curata dal maestro Christian Lavernier, musicista di fama internazionale, il quale ha sottolineato l’importanza del concorso come opportunità di crescita artistica. «Il nostro concorso – ha spiegato Lavernier – non è solo una competizione: durante la settimana di esibizioni, i musicisti hanno partecipato a prove e momenti di confronto, vivendo un’esperienza di crescita artistica e formazione. Molti ex partecipanti, inizialmente iscritti nella sezione “Giovani talenti”, ritornano successivamente nella sezione “Rovere d’Oro” come musicisti affermati, mostrando così il loro percorso di sviluppo e maturazione artistica. Questa continuità contribuisce a consolidare una comunità fedele, capace di creare una rigenerazione culturale autentica del territorio, anche in una piccola cittadina come San Bartolomeo al Mare. La musica diventa così veicolo di condivisione, scambio interculturale e rafforzamento del tessuto sociale e culturale dell’associazione».
Vivi Arimondo, presidente del Rovere d’Oro, ha aggiunto: «Ogni borsa di studio che assegniamo è un investimento nel futuro della musica. Da sempre il Rovere d’Oro nasce per offrire ai giovani talenti un’opportunità concreta di crescere, studiare e confrontarsi ai più alti livelli internazionali. Proseguire questo percorso significa anche custodire l’eredità di mia madre, Rita Romani Arimondo, tra le fondatrici del concorso, che ha creduto profondamente nel valore della cultura e dei giovani. Portare avanti la sua visione è per me un impegno e un privilegio: perché sostenere un giovane musicista oggi significa contribuire a far vivere la musica di domani».