Il Capitano di Vascello Vittorio Parrella, originario di Diano Marina e fratello del consigliere comunale di Diano Marina e comandante della Polizia locale di Alassio, Francesco Parrella, è stato espulso dall’ambasciata italiana a Mosca. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha definito la misura come “una ritorsione” in risposta all’espulsione di due addetti militari russi accusati di spionaggio.
Il profilo di Vittorio Parrella
Vittorio Parrella ha una lunga carriera nelle forze anfibie e nella diplomazia, avendo servito nel prestigioso Reggimento San Marco e al Comando della Forza Anfibia. È stato nominato Addetto per la Difesa presso l’Ambasciata d’Italia a Mosca nel settembre 2022, succedendo al generale Roberto Vannacci, il quale successivamente ha fondato il partito Futuro Nazionale dopo essere stato eletto al Parlamento Europeo con la Lega di Salvini. Parrella era stato anche citato come testimone nel processo per peculato contro Vannacci, segnalando “alcune anomalie e criticità nella gestione amministrativa” del suo predecessore.
In serata è arrivata la reazione del governo russo tramite la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, che ha affermato: “La decisione di espellere l’attaché militare dell’ambasciata italiana a Mosca e un suo collaboratore dalla Russia è una risposta alle azioni dell’Italia”. Il ministro Tajani aveva precedentemente dichiarato che l’atto russo era “senza motivo” e una “plateale ritorsione” per l’espulsione di due addetti militari russi, colti in flagrante mentre svolgevano attività di spionaggio contro la sicurezza nazionale italiana. Zakharova ha accusato Tajani di mentire riguardo alla decisione “senza motivo”.
“Nessuna azione ostile o provocatoria contro i diplomatici russi resterà impunita” afferma una nota del ministero degli Esteri russo, confermando l’espulsione di Parrella. Il ministero ha dichiarato personae non gratae sia l’addetto militare dell’ambasciata italiana, Vittorio Parrella, sia il collaboratore Davide D’Aprile, che insieme ai loro familiari sono stati invitati a lasciare la Federazione Russa entro tre giorni. La decisione è stata comunicata all’incaricato d’affari italiano a Mosca, Giovanni Scopa, convocato presso il ministero degli Esteri russo.
Il provvedimento rappresenta una chiara risposta alle richieste italiane avanzate nei confronti dell’addetto navale e aeronautico e del vice addetto navale dell’ambasciata russa in Italia, cui era stato chiesto di lasciare il territorio italiano. Mosca ha definito tali richieste “infondate”. Il Ministero della Difesa russo ha spiegato di aver agito “sulla base del principio di reciprocità”, avvertendo che eventuali nuove misure contro i rappresentanti diplomatici russi comporteranno risposte analoghe.