Comune di Sanremo e Amaie Energia e Servizi hanno emesso una nota stampa congiunta riguardo all’iter di finanziamento del PNRR per la creazione di un centro per la gestione dei rifiuti nel bacino sanremese, precisamente a San Pietro, in Valle Armea. Recentemente, gli uffici avevano suggerito di rinunciare a 5 milioni di euro del Piano Nazionale a causa di problematiche legate alle bonifiche dell’area, che hanno causato ritardi significativi.
Chiarimenti sul progetto San Pietro
«Amaie Energia e Servizi e il Comune di Sanremo – si legge nella nota – ritengono opportuno fornire alcuni chiarimenti riguardo al progetto San Pietro, per ricostruire correttamente i fatti e permettere ai cittadini di comprendere il percorso amministrativo e tecnico che ha caratterizzato questa iniziativa.Il progetto è nato nell’ambito delle opportunità offerte dal PNRR per il potenziamento degli impianti dedicati al trattamento dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata. La candidatura presentata dal Bacino Sanremese, attraverso Amaie Energia e Servizi e con il Comune di Sanremo come ente capofila, ha ricevuto un finanziamento ministeriale a fondo perduto superiore a 4,1 milioni di euro. L’investimento complessivo per la realizzazione dell’impianto è stimato in circa 6,8 milioni di euro, il che implica che i Comuni del Bacino avrebbero dovuto coprire una parte residua di circa 2,7 milioni di euro.
«È fondamentale sottolineare che la scelta dell’area di San Pietro non è stata casuale. Questo sito era considerato particolarmente vantaggioso per l’accesso alle risorse PNRR, poiché rientrava in un contesto territoriale in grado di garantire un punteggio favorevole nei criteri di valutazione ministeriali. Questa caratteristica ha giocato un ruolo chiave nell’ottenimento del finanziamento».
«Durante le indagini preliminari, però, sono emerse problematiche ambientali e geologiche che hanno portato alla necessità di avviare le procedure previste dalla normativa ambientale. È importante chiarire che Amaie Energia e Servizi e il Comune di Sanremo non hanno causato tali prescrizioni e non avevano la possibilità di evitarle. Le azioni intraprese sono state esclusivamente quelle richieste dagli enti competenti, in particolare da ARPAL, nell’ambito delle procedure di caratterizzazione ambientale del sito. Le richieste formulate da ARPAL erano legittime e coerenti con la normativa vigente. I tempi del procedimento sono stati influenzati dalla complessità delle verifiche richieste, delle analisi ambientali e delle attività di approfondimento necessarie per garantire la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
Amaie e il Comune hanno semplicemente adempiuto alle prescrizioni ricevute, collaborando attivamente con gli enti coinvolti e portando avanti tutte le attività tecniche e amministrative necessarie.
È cruciale sottolineare che non ci sono somme pubbliche perse o dissipate. Finora non sono stati spesi fondi PNRR che possano aver causato danni economici ai cittadini o ai bilanci comunali. Tutte le attività sono state condotte rispettando le procedure e sotto il controllo degli enti competenti.
Nel frattempo, il contesto nazionale è cambiato radicalmente. Con investimenti PNRR nel settore ambientale pari a circa 1,4 miliardi di euro, gli importi rendicontati risultano inferiori alle previsioni iniziali, a causa delle stesse criticità autorizzative, ambientali e procedurali che colpiscono numerosi progetti in tutta Italia.
Per questo motivo, appare probabile che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica proceda a una rimodulazione delle tempistiche e degli strumenti finanziari disponibili, consentendo il completamento di interventi strategici anche oltre la scadenza inizialmente prevista dal PNRR, con un possibile allungamento degli orizzonti temporali fino al 2027.
In questo scenario, Amaie Energia e Servizi e il Comune di Sanremo stanno già riflettendo su soluzioni impiantistiche per il futuro dell’area di San Pietro. In particolare, dovranno essere considerate:
- l’evoluzione della gestione della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata
- la possibile attivazione del biodigestore di Taggia
- gli sviluppi della pianificazione regionale per il futuro impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti su cui la Regione Liguria sta attualmente lavorando
- la possibilità di destinare le risorse disponibili a nuove progettualità più in linea con le attuali esigenze del territorio.
Per questi motivi, gli uffici stanno esaminando scenari alternativi e soluzioni progettuali che possano risultare più efficienti, sostenibili e in linea con l’evoluzione del sistema impiantistico ligure.
L’obiettivo comune resta quello di massimizzare l’uso delle risorse pubbliche disponibili, evitare investimenti non più coerenti con il mutato quadro impiantistico e garantire ai cittadini del Bacino Sanremese infrastrutture moderne, sostenibili e realmente funzionali alle future esigenze del territorio».
«Con Amaie Energia stiamo facendo il massimo sforzo anche nell’ambito PNRR e i risultati ottenuti fino ad ora dall’azienda sono eccezionali. Anche riguardo al centro di trattamento dei rifiuti previsto a San Pietro, sono certo che insieme all’azienda, ad Egato e a tutti gli enti competenti troveremo la migliore soluzione per il territorio», ha dichiarato il sindaco di Sanremo Alessandro Mager.
Amaie Energia e Servizi e il Comune di Sanremo continueranno a operare con la massima trasparenza, fornendo tempestivamente tutte le informazioni necessarie e mantenendo un dialogo costante con il Ministero, la Regione Liguria, EGATO e gli enti competenti.
Una prospettiva alternativa
In edicola con la Riviera si trova un’intervista al signor Adriano Vittani, residente in una proprietà confinante con la discarica di San Pietro. La sua versione contrasta con quella fornita da Comune e Amaie Energia: secondo Vittani, entrambi gli enti erano a conoscenza delle criticità legate alla presenza di “materiale antropico” nell’area, poiché la sua famiglia è in causa con il Comune dal 1976 per ottenere risarcimenti a causa delle esalazioni provenienti dall’area in questione.