Si complica la situazione alla foce dell’Argentina, ad Arma di Taggia, dove sono in corso i lavori per la costruzione del nuovo ponte sul torrente, parte di un ampio piano PNRR per la messa in sicurezza idrogeologica della zona. La condotta fognaria sull’argine destro ha ceduto, probabilmente a causa delle interferenze legate al cantiere. Di conseguenza, il sindaco ha ordinato la sospensione dei lavori e la riparazione, mentre l’opposizione ha sollevato preoccupazioni.
Problemi con la fognatura
La vicenda è iniziata il 3 giugno, quando Rivieracqua ha informato il Comune di Taggia e la Regione Liguria riguardo ai danni, segnalando sversamenti di liquami nel torrente. Il dirigente del settore ha intimato a Rivieracqua e alla Regione di completare la riparazione entro 24 ore, ma nel sopralluogo di ieri è stato constatato il mancato ripristino.
Resta una problematica di regolare deflusso della fognatura a valle del nuovo ponte, causata dall’ostruzione della condotta alla base della spalla dell’infrastruttura. Questa situazione provoca stagnazione dei reflui e l’innalzamento del livello corretto del deflusso, con il rischio di compromettere la rete idrica delle acque bianche.
Il sindaco Mario Conio ha quindi ordinato la sospensione dei lavori per la messa in sicurezza della foce dell’Argentina, richiedendo a Rivieracqua e a Ruberto Costruzioni, l’appaltatrice, di procedere con le necessarie riparazioni.
Le parole di Giuseppe Federico
Anche il consigliere di opposizione Giuseppe Federico, del gruppo Progettiamo il Futuro, è intervenuto sulla questione.
«L’ordinanza emessa ieri dal Sindaco, a seguito della rottura del condotto fognario causata dai lavori per il nuovo ponte, con conseguente sversamento di liquami alla foce del torrente Argentina, suscita forte preoccupazione – ha dichiarato Federico. Oltre ai disagi viari, si aggiunge la criticità di dover costruire un nuovo condotto fognario, dato che non è possibile riparare il danno».
«Le scadenze del PNRR non possono giustificare errori che mettano a rischio l’ambiente e la salute dei cittadini. Comprendiamo l’urgenza della Regione di completare l’opera nei tempi previsti, ma non è accettabile che la pressione delle scadenze del PNRR porti a un’accelerazione dei lavori che aumenti il rischio di errori. Ci aspettiamo – ha concluso – chiarezza sulle responsabilità e le cause di quanto accaduto, e che il ripristino avvenga nel minor tempo possibile, con rigoroso rispetto delle norme tecniche e tutte le garanzie necessarie. La priorità deve essere una sola: completare l’opera senza compromettere l’ambiente, la salute pubblica e la balneabilità del nostro territorio».