Durante l’interrogatorio di garanzia, Emanuela Aiello, 43 anni, ha risposto alle domande della pm Veronica Meglio e del GIP di Imperia Massimiliano Botti. La donna è accusata, insieme al compagno Emanuel Iannuzzi (42), di maltrattamenti aggravati che avrebbero condotto alla morte della figlia Beatrice, di soli due anni.
La difesa di Aiello
Aiello ha rivisto alcune delle dichiarazioni rilasciate in precedenza, quando fu arrestata lo scorso febbraio con l’imputazione di omicidio preterintenzionale. I suoi legali, Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni, hanno dichiarato: «Consci che i processi si svolgano nelle aule di tribunale e non sui giornali, riportiamo solo una dichiarazione. La nostra assistita respinge le accuse e ribadisce di non aver mai toccato sua figlia, né di aver assistito a maltrattamenti in sua presenza.»
Gli avvocati hanno descritto Aiello come una donna combattiva ma profondamente scossa. Durante l’udienza, si sarebbe commossa al ricordo della figlia e ha pianto quando la pm le ha mostrato delle fotografie.
«Sicuramente – ha affermato Bruno Di Giovanni – ci sono stati episodi in cui Beatrice e le sue due sorelle sono state abbandonate a se stesse». Questo riferimento è legato alle chat analizzate dalla procura di Imperia, in cui si evidenzia come le tre bambine siano state lasciate da sole mentre la madre si recava dalla casa di Montenero (Bordighera) a quella di Perinaldo di Emanuel Iannuzzi.
Nel frattempo, le due sorelle di Beatrice, di 9 e 7 anni, hanno cambiato scuola e maestra. Parallelamente, i legali di Aiello stanno lavorando per autorizzare i colloqui con la madre. Le bambine, ascoltate in forma protetta dalla dottoressa Veronica Meglio, hanno fornito elementi cruciali per ricostruire gli eventi della tragica notte tra l’8 e il 9 febbraio e i giorni precedenti. La procura sostiene che Beatrice fosse vittima di abusi sistematici, inflitti non solo da Emanuel Iannuzzi, ma anche, seppur in misura minore, da Emanuela Aiello. In attesa delle conclusioni definitive del Ris di Parma e del medico legale Francesco Ventura, che ha eseguito l’autopsia, sembra che la causa del decesso sia un trauma cranico provocato da un oggetto contundente ancora da identificare.