Ieri, Bajardo ha ospitato la suggestiva Festa di Ra Barca, un evento che culmina con l’innalzamento di un imponente pino nel centro del paese, una tradizione che affonda le radici ai tempi delle Repubbliche Marinare. Questa celebrazione, che si ripete da secoli l’ultima domenica di maggio, è stata immortalata nelle immagini di Daniela Viale, che ha catturato i momenti salienti della festa.
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La romantica storia di Angelina e del Conte Rubino
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“La Festa di Ra Barca rievoca la tragica storia di Angelina, figlia del Conte Rubino, e del suo giovane amore pisano. Il Conte, signore della regione, aveva un prospero scambio di legname con la Repubblica di Pisa. Tre marinai pisani, giunti a Bajardo per controllare il carico, si innamorarono delle figlie del Conte. Una notte, Angelina fuggì per incontrare il suo amato prima che partisse per Pisa. Tuttavia, il Conte scoprì la fuga e, armato di spada, la raggiunse e la uccise. La vicenda si concluse con gli abitanti che, in segno di pietà, onorarono la giovane, trasportandone il corpo al castello. Da allora, Angelina e il suo amore vengono commemorati attraverso questa festa, che, sebbene non religiosa, si celebra in concomitanza con la Pentecoste.
I preparativi per l’evento sono complessi: ogni anno si seleziona un pino di alta qualità, che rappresenterà l’albero maestro della nave pisana. Il tronco, che può raggiungere i trenta metri, viene tagliato il sabato prima della Pentecoste, in una luna favorevole. Il taglio è eccezionale, poiché durante la primavera è vietato abbattere tali alberi. Dopo aver rimosso i rami, l’albero viene adornato con una fronda verde, simbolo della testa decapitata di Angelina. Un corteo in abiti medievali accompagna l’albero fino alla piazza, dove viene innalzato con l’aiuto della comunità. Attorno all’albero, i partecipanti intonano un’antica ballata che narra l’amore di Angelina, alternando momenti di gioia e tristezza.
Oggi, chiunque può unirsi al canto e al girotondo. Durante la festa, vengono offerti piatti tipici come la focaccia con sugo di pomodoro, acciughe e cipolla, oltre ai crustuli, dolci tradizionali. L’albero rimane in piedi per una settimana, fino a domenica prossima, quando viene abbattuto con la Fanfara degli Alpini. L’asta del tronco è molto ambita, poiché il legname è di pregio. Questa tradizione, che un tempo serviva a fornire cibo ai poveri, ora finanzia una cena per tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione della festa.