Caro carburante

CNA: «Aumenti fino a 3000 euro per le microimprese a causa della guerra in Iran»

L'allerta della sezione imperiese: "La nostra provincia è particolarmente vulnerabile ai rincari del carburante a causa della sua conformazione"

CNA: «Aumenti fino a 3000 euro per le microimprese a causa della guerra in Iran»

CNA Imperia lancia un allarme significativo: la crisi in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz rappresentano un onere insostenibile per le piccole e medie imprese, che si trovano a dover affrontare un incremento annuale della spesa per carburante fino a 3.000 euro. Questo è particolarmente vero per le attività che operano nella Provincia di Imperia. La conformazione del territorio, i collegamenti complessi con l’entroterra, gli scambi con la Francia e l’elevata presenza di artigiani delineano un contesto in cui le imprese sono spesso in movimento. Inoltre, per le esportazioni, in particolare quelle di fiori, si stimano aumenti fino a 10mila euro annui.

Crisi e conseguenze economiche

«La guerra in Iran e le tensioni internazionali nello Stretto di Hormuz stanno causando un notevole aumento dei prezzi di petrolio, carburanti ed energia, con effetti devastanti sul tessuto economico della provincia di Imperia». Questa è la posizione espressa dall’associazione di categoria in una nota stampa a firma del presidente Luciano Vazzano. «Dopo l’analisi pubblicata da CNA Nazionale riguardante le conseguenze del caro energia e del rincaro del gasolio per le micro e piccole imprese italiane, CNA Imperia lancia un allerta sulle ripercussioni che questa crisi sta già avendo sul territorio imperiese, dove migliaia di attività artigiane e di servizio dipendono dalla mobilità e dai trasporti ogni giorno.

«Secondo le stime CNA – spiega Vazzano – un artigiano con un furgone può arrivare a sostenere quasi mille euro annui di maggiori costi solo per il carburante; una microimpresa con più mezzi supera facilmente i 2.500-3.000 euro annui di rincari, mentre per le imprese dell’autotrasporto l’aggravio può superare i 10mila euro l’anno».

Impatto sulla provincia di Imperia

I dati nel territorio imperiese assumono un significato ancor più grave a causa delle specificità della provincia: un contesto composto da piccoli comuni, collegamenti intricati tra costa ed entroterra, e una forte presenza di artigiani e imprese di servizio che operano costantemente “su strada”, accompagnati da una storica integrazione economica con il vicino territorio francese.

«Da settimane – dichiara Vazzano – stiamo monitorando il danno enorme che questa situazione sta provocando alle nostre imprese e alle famiglie. Ciò che fino a poco tempo fa sembrava un problema internazionale lontano è diventato un costo quotidiano che grava sulle bollette, sui trasporti, sui materiali e sulla possibilità stessa di lavorare. In una provincia come la nostra – prosegue Vazzano – gli spostamenti sono imprescindibili per lavorare. Pensiamo agli artigiani operanti tra costa ed entroterra, ai manutentori che effettuano numerosi interventi al giorno, e alle piccole attività che dipendono dalle consegne quotidiane. È fondamentale considerare anche le molte imprese del nostro territorio che da anni collaborano stabilmente con la Francia, un’attività ormai consolidata, strategica e irrinunciabile per l’economia locale. Per queste realtà, il costo del carburante e dei trasporti ha un impatto ancora maggiore poiché implica attraversare continuamente il confine per garantire servizi, cantieri, manutenzioni e forniture».

Richiesta di intervento governativo

«La realtà – aggiunge Vazzano – è che ogni aumento del carburante si traduce immediatamente in una tassa indiretta sulle piccole imprese. Le micro aziende del nostro territorio non possiedono la forza economica delle grandi multinazionali per assorbire rincari così gravosi. Il rischio concreto è che molte attività siano costrette a ridurre investimenti, rinviare assunzioni o riversare inevitabilmente parte dei costi sui prezzi finali. Le nostre imprese – conclude il presidente – non chiedono privilegi, ma condizioni per poter continuare a operare. È necessario un intervento immediato e straordinario del Governo per contenere il costo dell’energia, ridurre il peso fiscale sui carburanti e
sostenere concretamente famiglie e imprese. Senza misure tempestive, si corre il rischio di un rallentamento economico pesantissimo anche per il nostro territorio».