La denuncia di Paolo Carollo

Fulmine danneggia il campanile di Molini: critiche a mancanza di protezione

Un esperto avverte sui rischi legati a un sistema di protezione inadeguato e invita a considerare la corretta progettazione.

Fulmine danneggia il campanile di Molini: critiche a mancanza di protezione

A seguito del fulmine che ha gravemente danneggiato il campanile della chiesa di Corte a Molini di Triora, Paolo Carollo, tecnico specializzato nella progettazione di impianti contro le scariche elettriche, ha espresso forti critiche riguardo alla mancanza di un parafulmine, ossia della messa a terra dell’impianto, dopo i lavori di ristrutturazione effettuati circa cinque anni fa.

La posizione di Paolo Carollo

Carollo ha dichiarato: “Buongiorno a tutti, mi è stato riferito stamani che, all’epoca della ristrutturazione, un tecnico avrebbe sostenuto che il collegamento tra la croce del campanile e l’impianto di terra non fosse più necessario. Personalmente ritengo tale affermazione tecnicamente molto grave.

Quanto accaduto mi è apparso piuttosto chiaro sin dai primi momenti, tanto da averlo scritto pubblicamente immediatamente dopo l’evento e da aver contattato direttamente via messaggio sia il Sindaco sia il Parroco.

Fin da bambino, Carollo ha studiato i fenomeni ceraunici, spesso considerati inevitabili o incontrollabili. “Oggi, oltre ad altre attività professionali, mi occupo di progettazione di impianti di protezione contro le scariche atmosferiche e sono perito forense. Sono anche sostenitore dell’ISF – Istituto Superiore di Fulminologia, fondato dal prof. De Bernardi, i cui esperimenti furono svolti presso l’Osservatorio Astronomico di Campo dei Fiori (VA).”

Carollo prosegue: “Senza entrare nel merito delle cause che hanno determinato l’esplosione del cemento, la questione principale è: se il campanile fosse stato correttamente collegato a terra mediante un idoneo conduttore di discesa, si sarebbero comunque verificati danni così estesi agli impianti elettrici e agli elettrodomestici?”

La sua risposta è negativa: “Qualora il campanile fosse stato adeguatamente connesso a terra, un danno di tale entità sarebbe stato altamente improbabile. Il fulmine, non trovando un percorso a bassa impedenza verso terra, ha cercato una via alternativa di scarica. Con elevata probabilità, la corrente si è propagata dalla croce attraverso la struttura del campanile fino a raggiungere linee elettriche nelle vicinanze, provocando sovratensioni e danni.”

Carollo invita i colleghi tecnici a prestare attenzione quando si parla di “autoprotezione dai fulmini”, un concetto spesso utilizzato impropriamente. “Una reale ‘autoprotezione’ non può essere considerata esistente senza adeguate verifiche tecniche.”

Infine, conclude: “Resto a disposizione per eventuali chiarimenti o suggerimenti tecnici. I fulmini non sono un fenomeno da sottovalutare: anche un sistema di protezione progettato in modo non corretto può diventare esso stesso fonte di pericolo.”

Un cordiale saluto a tutti.