Intervista a Marco Prestileo

Liguria: si avviano i bandi per le concessioni balneari con avvertenze

Gli esperti raccomandano cautela: l'assenza di un'analisi tecnica approfondita potrebbe avere conseguenze gravi.

Liguria: si avviano i bandi per le concessioni balneari con avvertenze

In Liguria, diversi Comuni hanno avviato la pubblicazione dei bandi per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime nel settore balneare. Questo segna l’inizio di una fase complessa, il cui obiettivo è ristrutturare il settore in vista dell’estate 2027. Tuttavia, gli esperti avvertono: procedere senza un’analisi tecnica approfondita potrebbe rivelarsi un errore fatale.”

L’intervento di Marco Prestileo

A esprimere queste preoccupazioni è Marco Prestileo, ex city manager del Comune di Ventimiglia, che si sofferma su un tema di rilevanza tecnica e attualità.

È fondamentale per gli enti locali seguire con attenzione il bando tipo ministeriale, in quanto rappresenta una guida sicura per evitare contenziosi e garantire procedure trasparenti. Chi intende partecipare ai bandi dovrebbe rivolgersi a un team di professionisti qualificati, poiché la durata delle concessioni è diventata il nuovo fulcro della gara.”

Cambiamenti nella durata delle concessioni

Il primo aspetto che subisce una radicale modifica è la durata delle concessioni, ora non più prorogabile e non uniforme. Il ministero stabilisce un intervallo da 5 a 20 anni, da definire in base agli investimenti programmati o ai criteri stabiliti nel bando, garantendo così l’ammortamento degli investimenti previsti nel Piano Economico-Finanziario (PEF).

In sostanza, la durata non è più un semplice dato politico, ma un risultato tecnico. Pertanto, il PEF diventa il documento centrale dell’intera procedura e la sua redazione richiede professionalità, non improvvisazione. Il Piano Economico-Finanziario non è più un semplice allegato, ma il cuore della gara. La durata della concessione, la sostenibilità dell’offerta e la credibilità dell’operatore possono dipendere da esso.”

Inoltre, “un PEF debole o incoerente potrebbe compromettere l’intera partecipazione. Recentemente, il TAR Liguria ha stabilito, con non poche perplessità da parte degli operatori, che errori o carenze nel PEF non portano automaticamente all’esclusione, a patto che non alterino la sostanza dell’offerta.”

Flessibilità e qualità del documento

Sebbene questa posizione introduca una certa flessibilità interpretativa, non si deve sottovalutare l’importanza della qualità del documento: la discrezionalità delle commissioni rimane vasta e il rischio di contenziosi è elevato. Un PEF redatto con attenzione e precisione elimina ogni rischio.

Un’altra questione delicata riguarda gli ‘indennizzi’ ai gestori uscenti e i criteri di aggiudicazione della gara. Il bando tipo ministeriale conferma che il concessionario subentrante deve riconoscere al precedente gestore solo gli investimenti non ammortizzati e una giusta remunerazione sugli investimenti degli ultimi cinque anni, escludendo qualsiasi avviamento.”

Per quanto riguarda la selezione, i Comuni devono seguire una linea chiara: il 90% del punteggio sarà dato all’offerta tecnica, il 10% a quella economica. “Si intende così premiare l’esperienza nel settore, ma soprattutto la qualità del progetto, la sostenibilità ambientale, l’accessibilità, l’inclusione e la valorizzazione del territorio.”

In conclusione, “è essenziale partire con metodo. La Liguria è già in movimento, ma la prudenza rimane fondamentale. Il nuovo sistema esige preparazione, documentazione solida e scelte tecniche ben ponderate.”

La durata della concessione e un PEF redatto con professionalità possono rappresentare un vantaggio competitivo decisivo. Affrontare i bandi senza un supporto qualificato, invece, rischia di trasformare un’opportunità in un problema. Si attende ora la versione definitiva del bando tipo ministeriale, attualmente in fase avanzata.