Fognini parla di tennis

Fabio Fognini al podcast di Andy Roddick: “Non gioco più a tennis, solo golf e padel”

L'ex tennista racconta le sfide degli ultimi tre anni e l'epica partita a Wimbledon: "Fortunato a perdere con Alcaraz"

Fabio Fognini al podcast di Andy Roddick: “Non gioco più a tennis, solo golf e padel”

In una conversazione informale e sincera con Andy Roddick, uno dei più forti tennisti americani di sempre e conduttore di un popolare podcast sul tennis, Fabio Fognini ha condiviso le sue esperienze recenti e le sfide affrontate a seguito del ritiro. L’ex numero 9 del mondo, noto per la sua vittoria al Master 1000 di Montecarlo e per il trionfo agli Australian Open in doppio con Bolelli nel 2015, ha parlato del suo passato, ma si è concentrato soprattutto sul presente e sul futuro.

“A tennis? Non gioco più, la caviglia non me lo permette”

“Attualmente pratico diverse attività, ma il tennis non è tra queste, al massimo gioco tre volte l’anno. A causa della caviglia, non posso correre, ma mi dedico ad altre passioni. Gioco a golf e, sebbene non sia un grande appassionato di padel, lo pratico occasionalmente. Il golf, invece, è davvero affascinante!” ha dichiarato a Roddick. “Gli ultimi tre anni sono stati molto complessi a causa dell’infortunio e del difficile ritorno in campo. Ogni volta che vincevo una partita, avevo bisogno di dieci giorni per recuperare. Il mio corpo ne risentiva”.

Fognini ha anche commentato la sua ultima partita a Wimbledon contro Carlos Alcaraz: “Sono stato fortunato a perdere quella partita. Se avessi vinto, il giorno dopo sarebbe stato un disastro. Quella contro Carlos è stata una delle mie migliori prestazioni nei tornei Slam”. Parlando degli ultimi anni prima del ritiro, ha aggiunto: “Sognavo di competere nei grandi tornei, ma a 36-37 anni i Challenger erano estremamente impegnativi. La maggior parte dei partecipanti ha 18 o 20 anni, e il corpo comincia a sentire la differenza. Dovevo essere più veloce, ma se acceleravo per una partita, il recupero per la successiva era molto diverso rispetto al passato. Spesso, dopo aver giocato una finale di Challenger, mi sentivo esausto e dovevo dire: ‘Vado a casa, ho bisogno di dieci giorni di recupero’. Questo è stato il principale ostacolo negli ultimi tre anni. Mi allenavo, ma dentro di me sapevo che era importante anche divertirsi. Certo, è diverso divertirsi giocando una grande partita contro Carlos a Wimbledon, anche perdendo, rispetto a una semifinale di Challenger, che, senza offesa, era davvero dura. Questa era la mia realtà”.

Sui migliori anni della sua carriera, ha riflettuto: “Nella mia epoca, vincere uno Slam sembrava impossibile. C’erano Federer, Nadal, Djokovic, Murray e Del Potro. Essere numero 9 del mondo in quegli anni non bastava nemmeno per sognare di vincere uno Slam”.

Le vittorie contro Rafa Nadal

Riguardo alle sue tre vittorie contro Rafael Nadal, Fognini ha sempre riconosciuto la superiorità dell’avversario: “Il mio gioco creava problemi a Nadal. Sulla terra, se mi svegliavo bene, potevo batterlo. Ho perso moltissime volte contro di lui, ma quando sono riuscito a vincere, ho sentito di avere una chiara strategia tattica”.

Alla battuta di Roddick, che gli ha ricordato come i loro figli possano dire che la mamma ha vinto gli US Open e il papà ha battuto Nadal sulla terra, Fognini ha risposto divertito: “Sì, ma lei ha il trofeo… io ho solo l’assegno di Wimbledon”.