Il lusso in crescita

Confindustria: il settore del lusso spinge l’export della Provincia di Imperia

Un rapporto con il Regno Unito. Nel 2025 si prevede un giro d'affari di 20 milioni di euro. Dati presentati al Royal di Sanremo.

Confindustria: il settore del lusso spinge l’export della Provincia di Imperia

Confindustria presenta un’analisi sull’export del lusso nella provincia di Imperia. Oggi, presso l’Hotel Royal di Sanremo, si è svolto un convegno per esporre i risultati di un’indagine condotta da Cribis, basata su un questionario inviato a 19 aziende rivolte a un target altospendente.

 

Il Regno Unito al centro dell’export luxury

Il Regno Unito emerge come il mercato principale per l’export luxury della Provincia di Imperia. L’incontro è stato aperto dal presidente di Confindustria Imperia, Luciano Tesorini, insieme a Elena Sparago, che ha curato l’indagine, Roberto Costa, presidente della Camera di Commercio italiana nel Regno Unito, e il commercialista Patrick Novembre, il quale ha fornito preziosi consigli agli imprenditori presenti per operare con successo in UK.

 

«I dati raccolti e analizzati da Cribis mostrano una forte crescita dell’export italiano, evidenziando che l’internazionalizzazione può incrementare il flusso di cassa. Le aziende più grandi tendono ad esportare con maggiore successo e le imprese che si dedicano all’export risultano mediamente più solide», ha commentato Tesorini. «In particolare, l’indagine di Elena Sparago dimostra che il settore luxury è già ben radicato nel Ponente Ligure. La vera sfida consiste nel coordinare e valorizzare questo patrimonio, rendendolo riconoscibile a livello internazionale. Il futuro del lusso si orienterà verso esperienze personalizzate, autentiche e sostenibili, con elevati standard qualitativi e una crescente attenzione alla dimensione relazionale ed emotiva del viaggio. I suggerimenti degli operatori indicano la necessità di creare sinergie tra imprese, costruire un’identità comune, migliorare accessibilità e servizi, investire nelle persone e rafforzare la presenza del comparto sia a livello locale che sui mercati internazionali».

 

Analisi Cribis: panorama del settore lusso

Il report di Confindustria Imperia si basa su un campione di 19 aziende del settore lusso, rappresentative del territorio, con un fatturato complessivo superiore ai 200 milioni di euro e un impatto occupazionale di 1.000 dipendenti. L’analisi evidenzia una solida presenza di aziende che operano in provincia da oltre 10 anni, con l’84% del campione ben radicato nel territorio. Il 52% della clientela è internazionale, con un focus sul segmento business (44%) e una fascia di età media tra i 40 e i 60 anni (63%). Il settore è fortemente orientato verso l’export, attratto principalmente dai mercati maturi (Usa, Germania, Austria, Svizzera, Nord Europa) e da quelli vicini (Costa Azzurra), ma esplora anche opportunità in mercati emergenti (India, Sud-Est Asiatico e Medio Oriente). I principali Paesi destinatari dell’export sono Francia, Usa, Europa e Regno Unito.

 

La ricerca di Cribis rivela che, in Liguria, su 139.089 aziende, 1.816 sono quelle che esportano (di cui 388 con un valore dell’export superiore al 50% del fatturato), distribuite tra 1.082 in provincia di Genova, 263 in Imperia, 258 in Savona e 213 in La Spezia. Nel 2025, il valore complessivo dell’export ligure è previsto a 9,4 miliardi di euro (+10% rispetto al 2024), con i principali destinatari Usa, Francia, Germania, Indonesia, Spagna e Regno Unito (dati rielaborati da Istat).

 

Il legame tra provincia di Imperia e Regno Unito

Nel dettaglio, nella provincia di Imperia, su 22.101 aziende, 263 sono quelle che esportano, di cui 77 con un export superiore al 50% del fatturato. Il 70% delle aziende esportatrici è indipendente, il 30% appartiene a un gruppo e solo l’1% ha una capogruppo straniera. Nel 2025, l’export verso il Regno Unito ha superato i 20 milioni di euro, quasi raddoppiando rispetto al 2024 (10,8 milioni) e quadruplicando rispetto al 2023 (5,5 milioni).

Nel 2025, il 60,5% dei pagamenti da parte dei clienti britannici verso le aziende del Ponente Ligure sono stati effettuati puntualmente, una percentuale in aumento rispetto agli anni precedenti. Sono in calo i pagamenti fino a 90 giorni (37,1%) e oltre i 90 giorni (2,4%). Questa situazione migliora rispetto alla media italiana, dove i tempi di pagamento si distribuiscono in modo diverso: il 52,5% fino a 90 giorni, il 4,1% oltre 90 giorni e solo il 43,4% alla scadenza.