E’ stata fissata per mercoledì 22 aprile l’udienza preliminare a carico di Simone Pensibene, 46 anni, elettricista originario di Cosenza e residente a Ventimiglia. È accusato di aver picchiato e ucciso per motivi di gelosia Giuliano Roberto Mascheroni, 66 anni, deceduto all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure una settimana dopo l’aggressione avvenuta il 26 ottobre scorso in corso Genova.
Mascheroni era un noto personaggio nel panorama del rugby imperiese, tra i fondatori dell’Amatori Rugby Dolcedo e colonna del Cus Genova negli anni ’70 e ’80.
Il fermo di Pensibene
Pensibene è stato arrestato due giorni dopo l’aggressione alla stazione di Mentone, inizialmente con l’accusa di lesioni gravissime. Secondo le ricostruzioni, l’uomo avrebbe visto la sua ex compagna con Mascheroni e, in preda a un raptus, si sarebbe avvicinato al “rivale” colpendolo con calci e pugni. L’aggressione è stata documentata dalle telecamere di un negozio nelle vicinanze e le immagini sono già state acquisite dagli inquirenti. Dopo l’aggressione, Pensibene si è allontanato, mentre Mascheroni, rialzatosi, ha accompagnato la donna in un negozio prima di recarsi dai carabinieri per denunciare l’accaduto.
Le conseguenze dell’aggressione
Poche ore dopo, Mascheroni ha accusato un malore ed è stato trasportato all’ospedale di Bordighera, da dove è stato poi trasferito al Santa Corona di Pietra Ligure, dove è deceduto dopo alcuni giorni di coma a causa di un’emorragia cerebrale. Sembra che Mascheroni e la trentacinquenne avessero rapporti di vicinato e che l’aggressione sia avvenuta dopo un incontro casuale, durante il quale Mascheroni si era chinato per accarezzare il cane della donna, un Golden retriever. In quel momento, Pensibene, con precedenti per oltraggio, resistenza e un vecchio furto, avrebbe scorto la scena, scatenando la sua reazione violenta.
