Indagini su Scajola

Inchiesta sul biodigestore: l’avvocato Busuito difende Scajola

Il legale chiarisce gli sviluppi del procedimento della Procura Europea di Torino che coinvolge l'ex ministro

Inchiesta sul biodigestore: l’avvocato Busuito difende Scajola

Claudio Scajola, come emerso dagli approfondimenti investigativi condotti dal pubblico ministero, ha presentato la domanda di accesso al finanziamento Pnrr, al centro delle indagini della Procura Europea, senza mai ricevere segnalazioni di criticità o ostacoli da parte dei tecnici, e ciò è avvenuto in un periodo in cui il progetto definitivo del biodigestore non era ancora disponibile”.

La dichiarazione dell’avvocato Elisabetta Busuito

L’avvocato Busuito, che rappresenta il presidente della provincia e sindaco di Imperia, Claudio Scajola, interviene sulle recenti notizie riguardanti il procedimento aperto presso l’Ufficio di Torino della Procura Europea. Questo procedimento è focalizzato sull’accertamento di presunte irregolarità nella richiesta di finanziamento per il biodigestore di Taggia con fondi Pnrr.

In seguito alle modifiche alla contestazione provvisoria riguardante il presunto tentativo di indebita percezione di erogazioni pubbliche—tentativo poiché la Provincia non ha mai ricevuto i fondi oggetto di indagine—e alle ipotesi di falso, sono fermamente convinta della solidità delle argomentazioni presentate nella memoria difensiva dello scorso novembre, che attestano l’assenza di responsabilità del presidente Claudio Scajola”.

Trasparenza e comunicazione al ministero

Busuito sottolinea la condotta “assolutamente lineare e trasparente” tenuta da Scajola, evidenziando come questi abbia comunicato formalmente al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica le problematiche relative all’impossibilità di rendere autonome le varie componenti dell’impianto di Taggia, una volta che tali questioni erano state chiarite dai tecnici coinvolti nel progetto.

Procedimento di revoca del finanziamento

La comunicazione di Scajola ha portato il ministero ad avviare il procedimento di revoca del finanziamento. “Non possiamo che avere piena fiducia nell’operato della magistratura”, conclude Busuito. “Confidiamo che, anche se il pubblico ministero ritenesse necessario un accertamento processuale sui fatti in questione, questo porterà a confermare la correttezza del comportamento del presidente Scajola, il quale ha agito sempre in buona fede, nel rispetto della legalità e per il bene collettivo; poiché il finanziamento, se ricevuto, avrebbe comportato una riduzione delle tariffe per i cittadini.”