Scontro politico in atto

Sfiducia per l’assessore Calcopietro: opposizione in fermento

La giovane assessore al Turismo di Ventimiglia, accusata di offese agli elettori del "NO", è nel mirino dell'opposizione.

Sfiducia per l’assessore Calcopietro: opposizione in fermento

La situazione si complica per l’assessore al Turismo di Ventimiglia, Serena Calcopietro (Fratelli d’Italia), dopo la polemica sui social in cui ha insultato gli elettori del “NO” al referendum.

 

Mozione di sfiducia in arrivo

In risposta, i consiglieri Vera Nesci, Alessandro Leuzzi (PD), Gabriele Sismondini (Ventimiglia Riparte), Cristina D’Andrea (Sismondini Sindaco), Gaetano Scullino (Scullino Sindaco) e Domenico Martinetto (Federazione Civica) hanno presentato una mozione di sfiducia. Il documento è stato inoltrato al sindaco, alla segretaria comunale Monica Veziano e al presidente del Consiglio comunale Roberto Nazza, che dovrà ora decidere quando discuterla.

 

Calcopietro ha definito gli elettori del “NO” come “retrogradi” e “idioti spaventati”, commentando negativamente la “giustizia di m…a e corrotta”. L’opposizione sottolinea la gravità delle sue affermazioni, che non solo screditano la magistratura, ma offendono milioni di italiani, inclusi i oltre tremila che hanno bocciato la riforma del guardasigilli Carlo Nordio alle urne.

Inoltre, per la minoranza, questo episodio rappresenterebbe solo l’ultimo di una serie di comportamenti inappropriati da parte di Calcopietro, evidenziando la sua inadeguatezza a ricoprire un ruolo così delicato.

 

Reazioni del sindaco e del coordinatore

Il sindaco ha richiamato l’assessore, esortando i membri del suo governo a mantenere un atteggiamento più equilibrato. Calcopietro, da parte sua, si è scusata pubblicamente tramite un post sui social, attribuendo il suo gesto alla frustrazione derivante da una lunga e intensa campagna elettorale, che l’ha portata a perdere il controllo.

Anche il senatore Gianni Berrino, coordinatore di FdI in provincia di Imperia, ha condannato le affermazioni dell’assessore, pur riconoscendo il valore delle sue scuse pubbliche.