“Sono lieto che in tutto il Ponente della Liguria, a partire da Ceriale, fino ad ad Alassio, Bordighera e Vallecrosia, si sia detto fine a quest’altra patacca del modello Toti, che non significa altro che l’affermazione di una persona, attraverso una oppressione delle autonomie. Ritengo, come ho sempre ritenuto, che le elezioni amministrative siano il trionfo dei cittadini nello scegliere il sindaco che ritengono il meglio”.

Lo ha dichiarato l’ex ministro e candidato sindaco, Claudio Scajola, la scorsa notte, commentando il risultato elettorale delle amministrative del Comune di Imperia, che a 37 sezioni scrutinate su 44, lo vedono in testa al 35,33 per cento, seguito dal candidato del centrodestra unito, l’architetto Luca Lanteri a circa il 28,80 per cento; quindi il commercialista Guido Abbo, appoggiato dal Pd, che è al 23,72 per cento. La differenza tra i primi due è di circa mille e cento voti.

“Quindi – ha aggiunto Scajola, per il quale si profila il ballottaggio -. Sono molto lieto sul piano politico e amministrativo, che il Ponente ancora una volta abbia guardato lontano”. E nel parlare di patacche afferma: “Un risultato molto lusinghiero, tanto più quando veniva predicato, con un sondaggio patacca, un discorso opposto che mi vedeva addirittura al quarto posto”.

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Nel darsi una connotazione politica, l’ex ministro che è appoggiato da quattro liste civiche afferma: “Non mi qualifico di centrodestra. La mia è una lista civica, contro nessuno, che nella confusione delle sigle politiche di questo momento, si caratterizzava come un appello ai cittadini di Imperia, per parlare di fatti concreti, dei problemi di questa città, in decadenza, per rilanciarla e farla tornare ai fasti del passato”.

Conclude: “Questo era l’obiettivo e mi fa particolarmente piacere che sia stato raccolto positivamente dai cittadini con un grandissimo risultato che mi pone a mille e cinquecento voti dal secondo”.