Azioni di tutela

Una serie di azioni di autotutela, se del caso anche giudiziarie, sono state annunciate stamani dal sindaco di Imperia, Claudio Scajola, nei confronti di Rivieracqua, il gestore unico del ciclo integrato delle acque in provincia di Imperia e di Amat, quest’ultima azienda mista per la gestione del pubblico acquedotto della città capoluogo, con socio di maggioranza il Comune di Imperia (52 per cento) e partner privato Ireti (48 per cento).

“Inadempiente”

Scajola ha definito Rivieracqua “inadempiente” in merito alla gestione del depuratore, annunciando per domani la formalizzazione di una diffida nei suoi confronti. Più complesso, invece, il discorso di Amat.

Società “cessata”

La società, infatti, è stata dichiarata “cessata”, in quanto chiamata a cedere il posto al gestore unico Rivieracqua. A fronte del passaggio non ancora formalizzato (per motivi economici e societari), la municipalizzata non ha più potuto ritoccare le tariffe ed effettuare investimenti, col risultato di un indebitamento nei confronti del Comune. “Non si può più tollerare che nelle sue casse e nei suoi bilanci manchino più di undici milioni: riscossi e mai più conferiti al Comune – ha detto Scajola -. E’ quindi in corso un’azione per rientrare in possesso di queste cifre con tutte le azioni conseguenti che il Comune è pronto a fare”.