“Non capisco perché dovremmo cedere alle richieste e ai capricci dei tedeschi. Se ai tedeschi non piace un ministro lo cambiamo? Mi sembra una scelta strana”. Lo ha dichiarato il segretario nazionale della Lega, Matteo Salvini, in serata, da via Cascione, a Imperia, dove ha tenuto un comizio a favore del candidato sindaco Luca Lanteri.

Presenti i parlamentari liguri e i vertici locali della Lega: a partire dagli onorevoli Edoardo Rixi e Flavio Di Muro, ad Alessandro Piana (consigliere regionale) e amministratori locali come Giacomo Pallanca, candidato sindaco di Bordighera.

Un comizio abbastanza breve, seguito da una quarantina di minuti che Salvini ha trascorso a firmare autografi e fare fotografie con i suoi fan.

“Abbiamo lavorato per settimane per far partire un governo politico: togliere, eliminare o spostare i ministri perché non piacciano ai tedeschi a qualche banchiere o a qualche commissario europeo non mi sembra il modo migliore per partire”, ha aggiunto il leader della Lega.

“Non capisco e lo chiedo agli italiani perché a rappresentare, a difendere il lavoro e i risparmi degli italiani non possa essere un economista che ha voluto ridiscutere alcune regole europee e che non è simpatico alla Merkel e ai tedeschi. Non mi sembra che in Costituzione ci sia scritto che i ministri devono piacere alla Merkel”.

ESTRATTO DEL DISCORSO

La scelta di Paolo Savona ministro dell’Economia. Sulla proposta “bocciata” dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella di nominare ministro dell’Economia Paolo Savona, Salvini ha dichiarato: “Abbiamo indicato come ministro dell’Economia per difendere il lavoro, i risparmi e il futuro dell’Italia in Europa uno dei più grandi economisti al mondo, poi però ci dicono che in passato mise in discussione alcune regole europee affermando che alcune regole europee fanno male all’Italia. Ma è chiaro ed evidente che alcune regole europee fanno male all’Italia. E un governo che vuole fare gli interessi degli italiani deve incominciare a ridiscutere queste regole europee: la direttiva Bolkestein che vende le nostre spiagge e i nostri mercati, la direttiva sulle banche, le norme sull’immigrazione: non possiamo essere il campo profughi d’Europa”.

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“Cosa faccio? Faccio partire un governo se c’è il permesso dello spread e della Merkel?”, ha detto ancora Salvini, “Mi sembra strano come ragionamento. Però, per carità, valuteremo: io posso solo dire che come Lega non abbiamo fatto gesti di responsabilità e passi indietro: abbiamo fatto molto di più, rinunciando, nonostante fossimo il partito che ha preso milioni di voti, al presidente della Camera, al presiedete del Senato, al presidente del Consiglio, a ministeri su ministeri perché la dignità e la coerenza valgono più di mille ministeri: non è che siamo in vendita per qualche ministero. E’ ovvio che l’ultima cosa che auguro all’Italia e agli italiani è l’ennesimo governo tecnico alla Monti che ti entra in casa di notte e ti frega l’argenteria e la mattina scompare. Però è altresì chiaro che io un governo lo faccio partire con la faccia della Lega e ci mettiamo tutto il nostro impegno se è un governo libero di difendere in Italia, in Europa e nel mondo l’interesse di 60milioni di cittadini italiani. Solo questo. Un governo con il guinzaglio no. Un governo dove i ministri devono stare simpatici a Tizio, Caio e Sempronio no. Per carità, ci ragioniamo, però si è già perso tanto tempo: il governo sarebbe già in carica da tanti giorni se qualcuno dal Quirinale non avesse detto “no”.

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