Con gli ultimi ballottaggi si è chiusa la lunga stagione della caccia ai voti. Il consigliere Landolfi ci invia queste sue considerazioni.

A seguito di ogni tornata elettorale i media nazionali e locali sono invasi da analisi politiche dove sembra che vi siano più vincitori che vinti.

Il minimo comune denominatore dell’esito delle urne degli ultimi tempi è il civico, e per civico si intende l’insieme di quei movimenti che, sganciati dai dictat romani, riescono a interpretare le reali necessità delle città senza dover attendere gli sdoganamenti necessari da chi non sa nemmeno dove si trova il comune interessato.
Il fenomeno Lega sembra dilagare ovunque incassando i consensi di convinti e confusi, trainando un centrodestra inesistente del quale è rimasto solo un ricordo malinconico.
Il ponente ligure è l’esempio che si può vincere con idee e progetti concreti contro l’urlo propagandistico e poco concreto delle bandiere verdi.
Cavalcare l’onda del malcontento e del populismo non contribuisce a impreziosire la propria caratura e il proprio pedigree politico, sono i fatti a fare la differenza, la capacità amministrativa e la veduta a 360 gradi.
Con stupore abbiamo letto la dichiarazione del coordinatore provinciale di Forza Italia, Marco Scajola, che vede nella classe dirigente, nella mancanza di contenuti e strategia  le cause della disfatta politica del movimento che rappresenta.
Siamo perfettamente d’accordo con il coordinatore provinciale Marco Scajola, tuttavia ricordiamo allo stesso di essere un dirigente e un esponente di rilievo del partito e che avrebbe potuto avere prima queste intuizioni e impegnarsi in tal senso piuttosto che ricorrere al turismo elettorale e a strategie politiche degne delle elezioni del rappresentante di istituto del liceo.
Auguriamo buona fortuna al nostro concittadino che sta per dar vita all’ennesimo nuovo partito insieme al Presidente Toti.
La storia lo insegna, le scissioni dei partiti non hanno mai portato a nulla di costruttivo o di concreto tranne che caricare di entusiasmo per pochi mesi i fondatori.
Infine è curioso come ora Marco Scajola intenda cavalcare l’onda del civico quando, non più tardi di un anno fa, condusse una dura campagna elettorale contro i movimenti che, nonostante tutto, ebbero la meglio.
Una volta il comandante era l’ultimo ad abbandonare la nave, ora scende alla prima fermata.