I due consiglieri di minoranza, Carlo Iachino (Progetto Ventimiglia) e Silvia Malivindi (M5S), hanno espresso alcuni dubbi sul Bilancio consolidato 2016.

Iachino e Malivindi: errori nel bilancio 2016 di Ventimiglia

“Il Bilancio consolidato 2016 del Comune di Ventimiglia, presentato e approvato nel 2017 dalla maggioranza in Consiglio Comunale, potrebbe essere sbagliato, e non di poco. Ci sarebbero, infatti, diversi milioni di euro di differenza su quanto inserito nei valori attivi della valutazione di Civitas, dei quali si sarebbe dovuta effettuare l’elisione, come da legge.

Per cercare di andare nel dettaglio, pur rendendoci conto di quanto la materia sia ostica. Il documento fondamentale per l’approvazione del bilancio è stata la relazione sulla gestione consolidata dell’esercizio 2016, la quale contiene anche i criteri di valutazione delle voci di bilancio.

Nella sezione “stato patrimoniale attivo consolidato” viene riportata ( a pagina 34) la voce Immobilizzazioni Finanziarie, che annovera un importo di oltre 13 milioni e mezzo € a titolo di Partecipazioni in imprese controllate.

In primo luogo, quindi, abbiamo notato che non è stata fatta l’elisione, sebbene secondo la predetta Relazione: “L’operazione più importante nella formazione del bilancio consolidato è rappresentata dall’elisione del valore dell’importo di partecipazione iscritta nella contabilità dell’Ente Capogruppo e del corrispondente annullamento della quota di pertinenza nel patrimonio netto”. In sostanza il Comune non ha detratto l’importo di partecipazione dalla corrispondente voce di partecipazione in imprese controllate.

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In secondo luogo, nella stessa relazione, si legge che le immobilizzazioni finanziarie “sono iscritte sul criterio del costo di acquisto”.  La Civitas Srl venne costituita con un capitale sociale sborsato dal Comune pari a 100 mila euro , non si comprende come si arrivi agli oltre 13 milioni indicati sotto la predetta voce.

Tali grosse incongruenze non sono da sottovalutare perché, se risultassero confermate, di fatto “annacquerebbero” il patrimonio del comune di circa un quinto, e sono oggetto di un’ interrogazione (presentata il 18 dicembre) di cui stiamo attendendo risposta”.