“Con Luca Lanteri stiamo costruendo un centrodestra che guarda al futuro, che raccoglie la grande tradizione dei decenni passati, ma che vuole interpretare questo tempo con le tante necessità e differenze. Ci sono dirigenti che hanno saputo raccogliere questo testimone e se ci fosse un più di disponibilità della vecchia guardia, sarebbe più facile, ma nessuna generazione consegna uno spazio a quella successiva: sono quest’ultime che se lo devono prendere”.

Nel promuovere la candidatura dell’architetto Luca Lanteri a sindaco di Imperia, così Giorgia Meloni – che tra l’altro ha avuto un leggero mancamento per il caldo – risponde così incalzata dalla domanda di un giornalista sullo scontro, tutto imperiese, tra la vecchia guardia politica del centrodestra, con l’ex ministro Claudio Scajola, che è candidato sindaco e quella nuova di Lanteri in linea con Toti.

Nel sottolineare che a Imperia la coalizione è compatta con Luca Lanteri, su Claudio Scajola afferma: “L’ho conosciuto e sono stata sua collega. E’ una persona con la quale ho lavorato bene. Ognuno ha diritto di correre e i cittadini quello di scegliere e spero che scelgano Luca Lanteri come opzione innovativa”.

SU MATTARELLA E GOVERNO COTTARELLI

“Riteniamo che il presidente Mattarella abbia agito al di fuori delle proprie prerogative e che non fosse nelle sue competenze stabilire che il Presidente della Repubblica non nomina un ministro, perché non ne condivide le idee. Anche se pensiamo che Fratelli d’Italia non avrebbe votato la fiducia a questo governo, riteniamo che vadano difese le regole costituzionali e istituzionali”. Lo ha dichiarato il segretario nazionale di FdI, Giorgia Meloni, questo pomeriggio, a Imperia, nel corso di un comizio che si è svolto presso la Galleria degli Orti, a Oneglia, a sostegno del candidato sindaco Luca Lanteri. “Questa è la ragione per cui abbiamo criticato aspramente il comportamento del presidente Mattarella, che tra l’altro, mi pare, stia nominando un governo, quello Cotarelli, che sulla carta ha zero voti di fiducia, perché persino il Pd ha detto che si asterrà. Quindi, presumibilmente, Cottarelli sta venendo in aula per prendere zero voti di fiducia e, per come la vedo io, è una delegittimazione del Presidente della Repubblica”.

“Di questo ne parleremo nelle prossime settimane. Penso che ci sia bisogno di chiarirsi: come centrodestra a livello di coalizione di partito, a livello nazionale forse non è nel suo momento più semplice. Ciò non toglie che, come dimostrano le esperienze sul territorio, a partire dalla Liguria di Giovanni Toti, passando per tutte le amministrazioni in cui governiamo, i sentimenti che unisce i partiti del centrodestra è maggioritario in Italia”. Così l’onorevole Meloni a un giornalista che chiede, se vi sia già una spaccatura nella coalizione, a fronte dell’appello di Brunetta a Salvini di tornarsene nel centrodestra. “Quindi – conclude – credo che vada presidiato. Parliamo di una visione del mondo (riferito a questo sentimento, ndr) che non si può sguarnire e per la quale vale la pena lavorarci”.

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SUL COMMISSARIO EUROPEO OETTINGER

“Oettinger dice una cosa che io considero gravissima ovvero che i mercati insegneranno agli italiani come si deve votare. Voglio dire a questo simpatico burocrate nominato, che forse saremo noi italiani a insegnare ai burocrati cosa sia la democrazia, l’amore per la propria terra, la propria patria e i propri cittadini, contro la speculazione e le oligarchie”. L’onorevole Meloni ha attaccato il Commissario Europeo per il bilancio e le risorse umane, contestando le sue recenti affermazioni, considerate provocatorie. “il 2 giugno – ha poi aggiunto – quando sfilano i nostri uomini e le nostre donne in divisa, quelli che hanno combattuto per consegnarci la libertà, noi dobbiamo ricordarci che quella libertà non è dovuta, ma è qualcosa che va difeso ogni giorno”.

SU IMPEACHMENT E SISTEMA PRESIDENZIALE

“Impeachment? Io sono stata la prima a proporlo, perché penso che Mattarella abbia agito al di fuori delle proprie prerogative, ma il problema non riguarda tanto il governo, quanto un precedente pericoloso: se noi facciamo passare il principio che il Presidente della Repubblica può, discrezionalmente, nominare o meno un ministro, sulla base delle idee di quel ministro, noi stabiliamo che siamo in una repubblica presidenziale non parlamentare”. Così Giorgia Meloni torna sul caso Mattarella e aggiunge: “Con Fratelli d’Itaia sono per la repubblica presidenziale, ma questa prevede un piccolo particolare ovvero che il presidente è eletto dai cittadini. Se Mattarella vuole fare politica e il capo di governo, deve farsi eleggere dai cittadini, come in qualsiasi sistema presidenziale”.

L’ARRIVO IN VIA BONFANTE

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