Decreto Salvini

“Questa legge ha, per taluni versi, aspetti condivisibili, ma anche risvolti che ritengo incostituzionali, pericolosi e provocatori, perché inocula un germe pericolosissimo di disparità di trattamento tra persone, di cui abbiamo già avuto esperienza nella storia. Pertanto ritengo che debba essere valutata dalla Corte Costituzionale”.

Così il sindaco di Imperia, Claudio Scajola, interviene sul “Decreto Salvini”, contestando il punto in cui si nega la residenza ai richiedenti asilo che godono di un permesso di soggiorno in Italia. Pur non arrivando al caso estremo del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che ha dato disposizioni di non applicare il Decreto, Scajola mette in guardia e avverte.

Afferma il sindaco

“Il presupposto della mia vita politica è quello che le leggi si osservano – aggiunge il primo cittadino – ma la politica ci deve portare a governare non per i voti ma per la coesione sociale e per garantire la vera sicurezza della comunità”. Nel rivolgersi direttamente a Salvini, nella sua veste di ex ministro dell’Interno, Scajola afferma: “Penso che il dovere di chi governa un Paese e, in particolare, di un ministro dell’Interno sia quello di unire e non dividere. È questa la strada per dare garanzia di sicurezza, quella vera, ai cittadini”.

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E su Imperia, conclude

“Nel caso specifico del mio Comune ritengo che debbano essere fatti correttivi urgenti, poiché il peso sulla città di Imperia è eccessivo. Sono cinquecento i richiedenti asilo, a fronte di città vicine che non ne hanno nessuno o ben pochi. L’accoglienza deve essere sopportata in proporzione alla popolazione. A Imperia abbiamo testato una esperienza di inclusione utilizzando con esito positivo richiedenti asilo in lavori socialmente utili”.

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