Operazione immobiliare

Il Consiglio comunale di Ventimiglia ha approvato, ieri sera, l’accordo di programma di iniziativa privata, con soggetto proponente il Principe di Monaco, consistente nella realizzazione, in un terreno di frazione La Mortola (appartenente alla famiglia reale monegasca) di un parco a valenza regionale, una scuola di alta specializzazione in giardinaggio e, soprattutto, appartamenti su un’area di diecimila metri quadrati.

Il voto

La pratica, che comprendeva anche l’adozione di una variante al Puc e di una al Piano territoriale di coordinamento paesistico, è passata con gli otto voti della maggioranza (compreso il sindaco del Pd, Enrico Ioculano).

Due i voti contrari, da parte dei consiglieri della minoranza di centrodestra:  Daniele Ventura e Roberto Nazzari e due gli astenuti: Silvia Malivindi (M5S) e Giovanni Ballestra del centrodestra.

La pratica

La zona è quella adiacente i Giardini Botanici Hanbury e gli alloggi dovrebbero essere realizzati sul versante della collina a picco sul mare, tra le zone più suggestive del Ponente della Liguria. Come contropartita al Comune, la famiglia reale monegasca verserà al Comune ottocentomila euro di oneri di urbanizzazione e realizzerà opere pubbliche per sei milioni.

Tra queste: un parcheggio di 100 posti auto e cinque pullman destinato a servire i Giardini Hanbury, una scuola di alta specializzazione in giardinaggio gestita dall’Università di Genova e un parco di sedici ettari di valenza regionale in zona Mortola “che resterà di proprietà privata a uso pubblico – ha spiegato il vicesindaco Silvia Sciandra – in modo che gli oneri di manutenzione non ricadano sul Comune”.

Al privato è stato chiesto anche di recuperare la sentieristica che dai Balzi Rossi conduce fino a porta Canarda e la riqualificazione di un immobile esistente che dovrebbe ospitare un centro di lavorazione di prodotti agricoli e un frantoio.

Il dubbio

Ed è proprio l’intervento che riguarda la realizzazione di un frantoio che ha sollevato dubbi, specie da parte di Ballestra, secondo il quale lo stabile sarebbe abusivo e ci sarebbe già stata una richiesta di condono rigettata. In merito, la Malivindi aveva chiesto una modifica dell’accordo di programma, prima del voto, ma il presidente del Consiglio comunale Domenico De Leo non ha accettato.

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