Scullino

Si è tenuta, oggi, davanti al Tribunale di Sorveglianza, di Genova, l’udienza finalizzata a decidere la riabilitazione di Gaetano Scullino. Il giudice, tuttavia, si è riservato di decidere e il verdetto è atteso nei prossimi giorni. Il motivo della candidabilità di Scullino dipende dall’interpretazione della legge che ruota attorno alla sentenza della II Sezione della Corte di Appello di Genova, che il 14 gennaio del 2015 condannò l’ex sindaco di Forza Italia o a 2 anni, con sospensione della pena, per una storia risalente al 2004, che riguarda la compravendita di un garage a Ventimiglia, che, secondo la Guardia di Finanza, Scullino avrebbe ottenuto inducendo il venditore a praticargli uno sconto di 10mila euro sui 50mila offerti da un altro acquirente, in forza della propria carica di consigliere regionale.

Una lunga vicenda processuale, in cui Scullino era stato inizialmente assolto, poi condannato; con la Cassazione che, alla fine, aveva rinviato alla Corte di Appello e via dicendo. La sentenza sarebbe passata in giudicato nell’aprile del 2015 e secondo la legge Severino, Scullino, accusato di aver commesso un reato contro la pubblica amministrazione, avrebbe dovuto attendere tre anni per presentare istanza di riabilitazione. In primis il giudice all’atto di decidere, chiese una integrazione all’istanza di riabilitazione, consistente nell’accettazione scritta del risarcimento alla parte offesa.  Oggi c’è stata l’integrazione, ma il tribunale non si è ancora espresso.

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