Buoni pasto

Il Comune di Vallecrosia si è insinuato nel fallimento della società “Qui!Group spa” (fallimento dichiarato dal tribunale di Genova, con sentenza numero 97/18 del 06 settembre 2018), vantando un credito di 4.949,88 euro, in quanto a buoni pasto acquistati dai dipendenti, ma mai utilizzati.

I fatti

Tra la Consip spa, per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze e la società “Qui! Group spa” era stata stata stipulata una convenzione per la fornitura del servizio sostitutivo di mensa, mediante buoni pasto cartacei alle pubbliche amministrazioni nell’ambito del Lotto 1 (Regione Liguria). Il Comune di Vallecrosia aveva affidato alla Società “Qui! Group spa”, aggiudicataria della convenzione, la fornitura di buoni pasto per il personale dipendente, in sostituzione del servizio di mensa.

Il 13 luglio 2018, la Consip spa con pubblicazione sul sito www.acquistinretespa.it, informa che, a seguito di molteplici segnalazioni, da parte delle amministrazioni utilizzatrici, di disservizi per la mancata spendibilità dei buoni pasto emessi dalla società “Qui!Group”, nonché da parte di numerose imprese esercenti la ristorazione nella rete convenzionata con “Qui!Group” che hanno segnalato il mancato pagamento delle fatture relative ai buoni pasto spesi dai dipendenti pubblici, ha proceduto alla risoluzione della Convenzione “Buoni Pasto 7”: relativamente al Lotto 1 (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia) e lotto 3 (Lazio), stipulati con Qui!Group S.p.a., per reiterato, grave e rilevante inadempimento delle obbligazioni contrattuali.

Leggi anche:  Clamoroso a Bordighera: orchestrali non pagati interrompono spettacolo e se ne vanno

Ma non è tutto

A seguito della risoluzione numerosi dipendenti non hanno potuto utilizzare i buoni pasto consegnati dall’amministrazione. Tenuto conto che, come da indicazioni dell’amministrazione, l’Ufficio Risorse Umane ha attivato le procedure connesse alla sostituzione dei predetti buoni pasto non utilizzabili.

Rilevato che, con la nota del 29/11/2018, sono stati trasmessi alla società stessa i buoni pasto non utilizzabili, sia quelli resi dai dipendenti sia quelli ancora in giacenza presso l’Ufficio Economato. La successiva nota di credito trasmessa dalla società stessa, il 03/12/2018, per un valore di € 4.949,88, costituisce per l’Ente un titolo di credito per richiedere l’insinuazione dello stesso al passivo fallimentare.

Leggi QUI le altre notizie