Cresce l’export made in Liguria: la fotografia di Confartigianato

Torna a crescere l’export del made in Liguria, trainato soprattutto dalle performance del capoluogo. Dopo la brusca frenata di fine 2016, nel primo semestre dell’anno i settori ad alta concentrazione di micro imprese e il totale manifatturiero ligure registrano una decisa impennata: secondo gli ultimi dati Istat diffusi dall’Ufficio studi Confartigianato, le esportazioni del manifatturiero ligure nel suo complesso aumentano del 20,2%, mentre nei settori ad alta concentrazione di microimprese, in cui l’export vale ben 509,3 milioni di euro, l’aumento è del 9,6%, il settimo migliore d’Italia: la media nazionale si attesta, rispettivamente, del 7,9% e del 5,6%.

Nell’imperiese

Nel complesso è in crescita anche la curva dell’export nell’imperiese (che aumenta dell’1,8% per i settori ad alta concentrazione di microimprese, valore 74 milioni di euro, mentre retrocede del 2,2% nel manifatturiero totale). Se da un lato aumentano abbigliamento (+101%), lavorazione della pelle (72,3%), tessile (+15,8%), legno e mobili (entrambi +29%), pesa il -0,9% dell’alimentare (che incide
per ben il 70% tra tutti i settori ad alta concentrazione di piccole imprese). In calo anche la lavorazione del metallo (-2%) e le altre
manifatture (addirittura -20,7%).

Ripresa da un 2016 opaco

«Dopo un 2016 decisamente poco brillante guardiamo con ottimismo la ripresa delle esportazioni in questo primo semestre – commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – anche se constatiamo una situazione di alti e bassi sui vari territori provinciali. Un motivo in più per proseguire il percorso di rilancio e promozione del nostro made in Liguria sui mercati esteri, facendo sistema per valorizzare le nostre eccellenze con azioni a misura di micro impresa».

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