Nuovo appuntamento con la Stagione Teatrale del Casinò. Domani, sabato 13 gennaio ore 21:15, Ugo Pagliai interpreterà “Lettera a mio padre” accompagnato dal Quartetto Prometeo.

Ugo Pagliai e il Quartetto Prometeo al Casinò di Sanremo

Domani, 13 gennaio, Ugo Pagliai darà voce alle paure e ai rimorsi della Lettera al padre che Franz Kafka scrisse al genitore nel 1919, senza però mai consegnargliela. L’accompagnerà la musica del Quartetto Prometeo compositore boemo Leoš Janáček, conterraneo e contemporaneo di Kafka.

Biglietti disponibili presso la biglietteria del Casinò e al tel. 0184 544633.

Lettera al padre

Nello spettacolo di forte impatto emotivo, si ripercorre la storia di un rapporto assolutamente squilibrato tra un padre troppo forte e un figlio troppo debole. Una lotta impari. Da una parte c’è una figura che incarna l’autorità assoluta, distante e brutale. Dall’altra un figlio pieno di paure, che desidera con tutto sé stesso l’affetto del padre, ma che non ha il coraggio di conquistarselo:

«Carissimo padre, di recente mi hai domandato perché mai sostengo di aver paura di te. Come al solito, non ho saputo risponderti niente, in parte proprio per la paura che ho di te, in parte perché questa paura si fonda su una quantità tale di dettagli che parlando non saprei coordinarli neppure passabilmente. E se anche tento di risponderti per iscritto, il mio tentativo sarà necessariamente incompleto, sia perché anche nello scrivere mi sono d’ostacolo la paura che ho di te e le conseguenze, sia perché la vastità del materiale supera di gran lunga la mia memoria e il mio intelletto.»

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Quartetto Prometeo

La musica che fa da contrappunto alla lettura del testo è il Quartetto n. 2 del grande compositore boemo Leoš Janáček, conterraneo e contemporaneo di Kafka: un quartetto che il compositore stesso intitolò Lettere intime. Ognuno dei quattro movimenti in cui il Quartetto è diviso presenta frequenti cambiamenti di tempo passando repentinamente dall’Allegro all’Adagio, dal Vivace all’Andante, dal Presto al Grave. Questi cambiamenti bruschi sono il termometro dello stato d’animo dello stesso Janáček, che oscilla tra gli estremi di un’agitatissima esaltazione e di una profonda tristezza.

Ugo Pagliai dà voce alle paure e ai rimorsi di Franz Kafka in Lettera a mio padre, commissione in prima assoluta del Festival Verdi in collaborazione con Società dei Concerti di Parma. Sulle musiche di Leóš Janácek interpretate dal Quartetto Prometeo, con i violini di Giulio Rovighi e Aldo Campagnari, la viola di Massimo Piva e il violoncello di Francesco Dillon, le dure parole rivolte da Kafka al genitore e affidate a una lettera mai consegnata sono indagine del conflitto irrisolto tra padre e figlio.