C’è l’ipotesi dolosa dietro la morte del vigile del fuoco di Albenga Nino Candido, 32 anni, e dei colleghi Marco Triches, 38 anni, di Alessandria e Matteo Gastaldo, 46, anch’egli alessandrino. Gli investigatori dei Ris avrebbero recuperato tra le macerie della Cascina esplosa a Quargnento (Alessandria) un timer e si presume la presenza di inneschi per causare l’eplosione. Sarebbe quindi dolosa l’esplosione delle bombole di gas che hanno causato la morte dei tre vigili del fuoco.

Candido, originario di Reggio Calabria, sposato con Elena, e residente ad Albenga, solo due anni fa era entrato a far parte del corpo dei vigili del fuoco. L’immodile distrutto nell’esplosione, in vendita sul sito Immobiliare.it per 750mila euro, risulta di proprietà di Giovanni Vincenti. Nelle scorse ore si sono rincorse voci, rilanciate sulla stampa nazionale, di dissidi famigliari, in particolare tra padre e figlio.

A confermare l’ipotesi della pista dolosa è lo stesso procuratore capo di Alessandria, Enrico Cieri: “L’esplosione è stata voluta e determinata” ha detto. Secondo alcuni testimoni c’era stata una piccola esplosione che aveva causato un incendio. Mentre l’intervento era in corso, intorno all’una e un quarto, c’è stata la deflagrazione e l’edificio è crollato. “Ci sono state più esplosioni intervallate. Abbiamo trovato fili elettrici, un timer e una bombola di gas che è stata sequestrata”, ha riferito il procuratore.