Veleni incrociati

“I miei assistiti sono totalmente estranei alle responsabilità che sono state loro attribuite. A quanto risulta dagli atti, l’indagine concerne l’ipotesi di reato di diffamazione per il quale non ci è pervenuta alcuna specifica contestazione in relazione a frasi particolari o commenti di rilevanza penale che sarebbero stati espressi dai miei assistiti”.

Lo riferisce l’avvocato Erminio Annoni di Imperia, legale di parte di Lucia Scajola, figlia del sindaco di Imperia, Claudio Scajola, indagata per diffamazione aggravata assieme al cugino di quest’ultima, Paolo Petrucci, coordinatore della campagna elettorale dell’ex ministro alle scorse elezioni amministrative di giugno.

Le accuse

Secondo la procura i due, sotto falso profilo Facebook, a nome di Sergio Gazzano, avrebbero scritto frasi offensive nei confronti di tre avversari politici del candidato sindaco: Piera Poillucci e Antonello Ranise, candidati di Forza Imperia e Marco Scajola, nipote del sindaco Claudio, coordinatore provinciale imperiese di Forza Italia, nonché assessore regionale della giunta capitanata da Giovanni Toti, avversario dell’ex ministro.

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I fatti

“Tutto, come è noto, è nato dall’iniziativa di Marco Scajola, Piera Poillucci e Antonello Ranise, politici di parte avversa rispetto al comitato elettorale di Claudio Scajola di cui i miei due assistiti facevano parte . – aggiunge Annoni -. Claudio Scajola lui sì è stato a lungo oggetto di numerosi, feroci e documentati attacchi. Le risultanze dell’indagine non potranno che portare presto a dimostrare la totale infondatezza delle accuse e all’archiviazione del procedimento”.

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