Salvini

Si è aperta, stamani, con l’audizione di quattro testimoni dell’accusa, l’istruttoria dibattimentale al processo contro sette attivisti dei centri sociali accusati di aver lanciato uova, carta igienica e altri oggetti contro il leader della Lega Matteo Salvini. I fatti risalgono al 17 maggio del 2015. Salvini fu oggetto di una dura contestazione a margine della sua visita a Imperia, quando insieme ai suoi sostenitori tenne un incontro con gli operai dell’allora pastificio Agnesi, davanti al Bar 11.

“Ad avviso della difesa – spiega l’avvocato Francesco Fazio, che difende i sette imputati – le testimonianze sono state contraddittorie. Alcuni addirittura non sapevano attribuire il fatto preciso al singolo indagato”. E poi. “Dicono che ho tirato qualcosa di luccicante, forse un accendino, ma io non fumo – avverte Florio Noto, uno degli indagati -. Può essere che abbiano visto il mio braccialetto luccicare. Certo che abbiamo inveito, ma sempre a parole”.

Aggiunge il legale

“E comunque,  il lancio di uova non è lancio di oggetti pericolosi, al massimo il reato contestabile è l’ingiuria, per il quale mancherebbe la condizione di procedibilità”. L’udienza torna in aula il 19 aprile del 2019 con la conclusione dei testi dell’accusa (il vice questore aggiunto Alessandro Asturaro), l’audizione dei testi della difesa e l’esame degli imputati. I testi ascoltati oggi sono: l’assistente capo della polizia, Angelo Fiorello; l’assistente Gabriele Ciampi; Monica Tondelli, proprietaria del Bar 11.

I 7 attivisti del centro sociale a processo sono: Cafiero Guasco, Noto Florio, Guglielmo Mazzia, Francesco Scopelliti, Ingrid Pedrazzini, Valerio Romani e Roberto Raineri.

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