Ucciso da un treno

Si chiama Domenico Zappia, ha 32 anni, ed era di Bordighera, il giovane travolto e ucciso da un treno regionale Ventimiglia-Genova, verso le 5.20, poco prima della stazione ferroviaria di Bordighera. E’ mistero sulle cause della tragedia. Non è ancora chiaro, infatti, se l’uomo si sia suicidato o se sia stata una disgrazia.

Stando a quanto finora ricostruito: il giovane avrebbe trascorso la serata con gli amici per un apericena; quindi sarebbe rientrato verso le 2 di notte per farsi una doccia e uscire di nuovo. Cosa è successo in quel frangente: tra le 2 e le 5.20? Sembra che il macchinista del convoglio regionale abbia visto la sagoma del giovane camminare sui binari con le spalle al locomotore.

A quel punto avrebbe azionato il freno di emergenza, senza tuttavia riuscire a evitare l’ostacolo. L’impatto è stato così violento – in quel tratto i treni viaggiano intorno ai 90 chilometri all’ora – che il corpo è stato dilaniato. Sul posto sono velocemente accorsi gli agenti della polfer, con i carabinieri e la polizia scientifica.

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Non sono stati trovati biglietti di addio né in casa né sul luogo della tragedia. Con sé il giovane non aveva neppure documenti e telefonino e i sospetti che potesse trattarsi di Domenico si sono avuti, nel momento in cui il giovane non si è presentato a casa e i genitori hanno contattato i carabinieri. Il punto in cui è stato investito non è facilmente raggiungibile a piedi e molti restano gli interrogativi da chiarire. Innanzitutto per quale motivo camminasse solo sui binari a quell’ora. Sembra tra l’altro che non ci siano telecamere su quel tragitto.