Testimone nel mirino

“Se fosse stata soccorsa subito, ora non lotterebbe tra la vita e la morte. La gente chiama i soccorsi per cani, gatti o uccelli, in difficoltà. Poi, vede una persona aggredita e non dice nulla. Davvero incredibile”.  A parlare, tramite Nadia, la segretaria della chiesa ortodossa di Sanremo, sono i genitori adottivi di Alena Sudokova, 22 anni, la ragazza russa, abitante a Kessel, in Germania, che è ricoverata i fin di vita all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure (Savona), a causa delle lesioni riportare, martedì scorso, dopo essere rotolata per una scarpata di settanta metri, a Capo Nero, di Sanremo e per il cui episodio è indagato per tentato omicidio un tunisino di 32 anni, irregolare in Italia. Sotto accusa, dunque, c’è il cittadino inglese, che la notte del 31 luglio ha visto un uomo aggredire la ragazza.

La ricostruzione della serata

Alena, i cui genitori erano morti quand’era molto piccola, era stata adottata dallo zio, con il quale viveva a Kessel, in Germania. Con la famiglia era giunta a Sanremo, il 23 luglio scorso. Il 31 luglio, giorno dell’aggressione, avrebbero dovuto ripartire. La famiglia, sempre tramite  Nadia, racconta che la sera del 30 luglio erano stati in giro tutti assieme, fino alle 23. “Con il bambino più piccolo, di circa 7 anni e il fratello più grande di 16 anni – spiega Nadia – erano stati al parco giochi nelle vicinanze dell’ex carcere di Santa Tecla. Alle 21, decidono di tornare in camera (ospiti di una dependance della chiesa russa), ma Alena, vuoi perché è ancora presto o perché è l’ultima sera a Sanremo, dice che vuole passeggiare ancora un po’ e, dall’altezza della vecchia stazione, di fronte alla quale c’è la chiesa russa, prosegue il proprio cammino.

Alena si sapeva difendere

“La ragazza era robusta e sportiva – spiega la madre adottiva -. Si sapeva difendere e per questo motivo eravamo sicuri quando usciva da sola”. Nadia parlava bene russo e tedesco e un po’ di inglese e francese. Non l’italiano. Ora i genitori chiedono di ricostruire quelle ultime ore, prima dell’aggressione che, anche a detta della famiglia, poteva essere a sfondo sessuale.

Leggi anche:  Coppia si imbosca per vedere le stelle cadenti e si perde

“Lanciamo un appello a chiunque abbia visto la ragazza .- avvertono -. E’ necessario, anche per ragioni mediche, oltre che investigative, sapere quanto tempo è trascorso dalla caduta ai soccorsi. Secondo alcune testimonianze raccolte sul posto, il residence di Capo Nero, vicino al quale sono stati trovati i corpi sia della giovane che del suo aggressore (quest’ultimo ferito in modo meno grave e distante alcune centinai di metri dalla ragazza), pare che qualche abitante abbia visto l’uomo steso a terra, forse anche la donna, ma che abbia fatto finta di niente, ritenendo che si trattasse di ladri o sbandati. “I medici, tuttavia, devono sapere quanto tempo è passato dalla caduta ai soccorsi, per capire quanto inciderà la mancata ossigenazione del cervello”.

I polmoni sono collassati

Le condizioni di Nadia sono molto gravi. Ricoverata in coma, ieri è stata operata a un femore fratturato in diversi punti. Intervento che i medici hanno ritenuto necessario per la sua sopravvivenza. Il vero problema, però, non sono le ossa. “I due polmoni sono collassati e riesce a respirare solo tramite ventilazione artificiale – prosegue Nadia -. Rischia, inoltre, di aver subito danni a livello cerebrale”.

Alena avrebbe ferito il tunisino

La famiglia ritiene che sia stata Alena a ferire il tunisino al costato, durante la colluttazione, per sottrarsi al tentativo di violenza. Essendo forte e robusta, potrebbe aver tentato con ogni forza di allontanarlo, ma alla fine quest’ultimo, vistosi in difficoltà, potrebbe averla spinta nella scarpata, per paura che potesse denunciarlo. Possibile che nessun altro abbia visto o sentito? Il padre adottivo della ragazza ha annunciato che contatterà un avvocato, insegnante di Alena, iscritta in Germania alla facoltà di giurisprudenza, per andare fino in fondo nella vicenda e, preso dal dolore, si chiede come le autorità non diano carta bianca a carabinieri e polizia, per fare pulizia a Sanremo.