Troppi lavori veniva dati con la formula dell’affidamento diretto, in Comune a Ventimiglia. A rimarcare questo particolare è stato l’ex segretario comunale Simona D’urbano, che oggi, davanti al tribunale collegiale di Imperia, ha deposto come teste al processo per abuso d’ufficio che vede sul banco degli imputati il responsabile dell’Ufficio Tecnico di Ventimiglia, Cesare Cigna.

“Gli affidamenti diretti o i lavori affidati in forma diretta – ha affermato – in questo Comune sono troppi, lo avevo già fatto notare, prima di questi episodi, invitando tutti gli uffici e tutti i dirigenti ad applicare il principio di rotazione”.

Nel mirino, infatti, ci sono cinque affidamenti diretti “urgenti”: due alla ditta “Fognini srl” e tre alla “Tecnostrade srl”, nelle quali lavorava il figlio Rodolfo. Affidamenti che, come previsto dalla legge, venivano concessi per cifre inferiori ai quarantamila euro, in questo caso tra i 9mila e i 26mila euro.

Nel caso della Fognini emergono dagli atti: la ricostruzione di un muro sottostrada in località Roberto e quella di un muro nel cortile della scuola di Latte. Per la Tecnostrade risultano interventi atti ad eliminare pericoli alla viabilità: in via Pace, in frazione di Grimaldi Superiore, in corso Genova e in via Dante.

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L’avvocato della difesa Marco Bosio, ha cercato di dimostrare come nel corso del 2015 il Comune avesse affidato lavori a diverse ditte, non solo alle due nel mirino.