“Entro le prossime quarantotto ore dovremo sapere se il Tar della Liguria sospende il provvedimento e accoglie il nostro ricorso. In materia elettorale, infatti, la procedura è di urgenza”.

A parlare è Massimo Di Fazio, portavoce della minoranza comunale di Triora, il piccolo centro dell’alta valle Argentina, nell’entroterra di Taggia (Imperia), fino ad oggi conosciuto come il “paese delle streghe” e da qualche giorno ormai balzato agli onori della cronaca, in quanto rischia di non poter andare al voto, per il tardivo scioglimento del Consiglio comunale da parte del Ministero dell’Interno, dopo la morte del sindaco, Angelo Lanteri, avvenuta il 6 gennaio scorso.

Il 12 gennaio scorso, il Comune ha comunicato alla Prefettura il decesso. A quel punto l’Ufficio di Governo dovuto avvisare il ministero, ma a causa di un presunto difetto di comunicazione, forse un errore informatico, il ministero si è accorto della mail soltanto l’8 marzo scorso.

Il Consiglio comunale viene così sciolto il 28 marzo, contro il termine ultimo del 24 febbraio per rientrare nella prima tornata utile, quella del prossimo 10 giugno.

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La Prefettura di Imperia sostiene di aver inviato comunicazione al ministero, il 19 gennaio scorso. Ma a questo punto poco importa.

Se il Tar non dovesse accettare il ricorso, Triora tornerà alle urne nella primavera del 2019, con il vicesindaco Cristian Alberti che potrà reggere le sorti del paese oppure dimettersi a favore di un commissario prefettizio. Se invece lo accoglie, anche Triora correrà a giugno assieme agli altri comuni imperiesi.