Si è chiusa, stamani, davanti al gup Paolo Luppi, di Imperia, con otto richieste di pena, la requisitoria al processo (in abbreviato) relativo al filone imperiese della maxi operazione contro il traffico internazionale di migranti, scattata nel gennaio del 2017, tra Ventimiglia e Milano.

Per tutti le accuse sono di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e, in alcuni casi, di trattamento disumano. Di seguito le richieste: Jafari Esmatollah, iraniano e Frederik Bixi (8 anni e 8 mesi di reclusione); Redon Shametaj, albanese (8 anni); Tanha Emran Mohammad, afgano (7 anni e 8 mesi); Gazmir Ismailaj, albanese (6 anni e 8 mesi); Edmond Bylibi Bayala, latitante del Burkina Faso (6 anni); Misin Alidini e Neri Shametaj (4 anni). Neri Shametaj, cugino di Redon, venne arrestato in flagranza, il 19 gennaio 2017, in seguito alla scoperta di quarantuno migranti stipati all’interno di un furgone “Renault Master”, fermato dalla polizia alla Barriera autostradale di Ventimiglia.

Nei confronti di quasi tutti gli indagati era già stato disposto il divieto di dimora nelle province di Imperia, Torino e Cuneo. Il collegio difensivo è formato dagli avvocati: Ramadan Tahiri (che ne difende 6), Cristian Urbini e Cristian Lamonica. Le indagini, limitatamente al filone imperiese, sono coordinate dal pm Lorenzo Fornace.

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Il giudice ha poi rinviato al 9 aprile per la sentenza.