Bugie

Spunta il nome di Greta Haryson (scritto appunto con una sola “r”) nel mistero sul suicidio di Alessio Vinci, lo studente di 18 anni iscritto al primo anno del Politecnico di Torino, facoltà di Ingegneria Aerospaziale, trovato morto, il 18 gennaio scorso, ai piedi di una gru di un cantiere del quartiere Port Maillot, di Parigi. Il caso è tornato alla ribalta, ieri, sulla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”. Nuovi particolari sono emersi durante la puntata, dal nome di questa donna, che Alessio avrebbe riferito all’amico Matteo.

Le novità

Nel corso della trasmissione è stata effettuata una nuova ricostruzione dei giorni antecedenti alla morte. Da quando Alessio si presenta a casa del nonno, con cui viveva, con una bottiglia di spumante con la quale voleva festeggiare una vincita di 600 euro al Casinò; alla telefonata di un amico, dal quale dice di dover andare a cenare. Alla comunicazione, sempre al nonno, di dover andare a Torino per firmare dei documenti nella segreteria dell’Università, malgrado non si risulti vera la storia dei documenti.

Per proseguire

con la telefonata al nonno, da Parigi, in cui Alessio chiede se conosce un albergo (forse quello in cui dimorava, Le Meridien), dicendo un nome, che il nonno non capisce e non ricorda. Ma chi era questa Greta Haryson, che lui stesso afferma scriversi con una sola “r”?. E tutti questi soldi che improvvisamente Alessio inizia a maneggiare? Ma siamo sicuri che li abbia vinti al Casinò? Oppure è finito in qualche giro “sporco”? Domani, venerdì 15 marzo, la Procura di Roma affiderà un incarico per esaminare il telefonino e il computer di Alessio. Finalmente si potrà scoprire qualcosa di più chiaro sulle sue frequentazioni.

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