Facciamoci una risata, ma poi riflettiamo e scopriamo che Sanremo funziona come l’Italia, guidata dalla cosiddetta “arte dei pazzi”. Impestano di “panettoni” e jersey il centro cittadino, ma poi restano liberi i principali accessi e scopriamo che una Smart si fa una passeggiata in “vasca”, ovvero in via Matteotti, dribblando passeggini, residenti e turisti.

L’auto è entrata da davanti il Cinema Centrale. Le barriere in cemento che dovrebbero impedire l’accesso dal Centrale, al secondo tratto di via Matteotti, ci sono, ma sono: una a destra e l’altra a sinistra.

In mezzo ci passa un’auto. Poi giriamo la testa e notiamo tre blocchi di cemento che bloccano l’eventuale ingresso di auto in via Matteotti, da via Faraldi.

Noi non sappiamo, se quell’auto fosse autorizzata o meno (è probabile che lo fosse, magari aveva un garage, in fondo alla prima traversa a sinistra), resta il fatto che al posto della Smart poteva passare un “kamikaze”. E allora: se le cose dobbiamo farle: o le facciamo bene, o lasciamo perdere.

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Ma che senso ha, ci chiediamo a questo punto, impestare di blocchi di cemento la città, se poi le auto passano lo stesso? E’ così che garantiamo la sicurezza, contro eventuali terroristi che volessero investire e uccidere le persone nel dì di festa?

Ma così rischiamo di farci ridere dietro. E’ come comprare una porta blindata, per poi lasciarla aperta o, peggio ancora, lasciare le chiavi nel nottolino.