Scrive l’uomo di Taggia che ha minacciato di darsi fuoco davanti al tribunale di Imperia e spiega le sue ragioni

“Sono la persona che ha tentato di darsi fuoco davanti al tribunale il 4/4/19”

Scrive Alessio C.

Ho letto il vostro articolo sul web del vostro periodico (QUI L’ARTICOLO).
In realtà le mie proteste non erano contro la legge sullo stalking e il mobbing, ma più che altro perché mi sono successi dei fatti di assillamento continuo che hanno peggiorato il mio stato d’animo fino ad avere delle difficoltà nella vita sociale, relazionale e lavorativa dal 2016 quando ho perso il lavoro per motivi di maltrattamenti sul lavoro. La mia protesta consisteva nel fatto che le autorità giudiziarie, né la polizia o carabinieri non vogliono aprire un’inchiesta in merito ai maltrattamenti da me subiti e non vogliono prendere in considerazione i danni morali e psicologici derivati da questa brutta situazione che si è venuta a creare soprattutto da 2 anni e mezzo a questa parte.
Credo che dietro tutto ciò ci sia l’ordine mondiale ma non lo posso dire con certezza, per questo motivo chiedo alle forze di polizia, avvocati e giudici che facciano chiarezza sui fatti da me subiti in maniera tale che possa avere giustizia in maniera tale da riprendermi da questo stato di amarezza, privazione e depressione che mi assilla da tempo. Ciò gioverebbe molto al mio stato d’animo in questa situazione molto particolare e ostile.
Per capirne di più le scrivo le due petizioni che ho fatto, 34/2018 e 1117/2017 (in merito alla direttiva 2012/29/UE in materia di vittime di reato).
In allegato invio anche la risposta in merito alla petizione 1117/2017.
Chiedo soltanto di mantenere anonimato per non far preoccupare la mia famiglia, soprattutto mia nonna.

Spero aver dato maggiori spiegazioni, informazioni e chiarimenti in merito ai motivi della mia protesta.