La nuova doccia fredda per il management di Riviera trasporti è arrivata nei giorni scorsi: la Corte d’appello di Genova, ribaltando la sentenza del tribunale di Imperia, ha dato ragione ai circa 40 dipendenti che avevano presentato ricorso contro la decisione dell’azienda di Pontedassio di elevare da 36 a 39 ore settimanali l’orario lavorativo standard. Una decisione decisamente singolare e inattesa quella dei giudici genovesi, visto che lo stesso contratto nazionale prevede 39 ore base di lavoro ordinario, che la modifica dell’orario (3 ore in più rispetto al passato) era stata approvata a suo tempo dal voto della maggioranza dei lavoratori Riviera trasporti e che i giudici di primo grado a Imperia avevano invece dato ragione all’azienda respingendo le istanze dei 40 lavoratori

Un’altra batosta per l’azienda gravata da 31 milioni di debiti

Una sentenza che potrebbe ulteriormente aggravare i conti Rt (31 milioni di debiti nell’ultimo bilancio), se dovesse essere chiamata a rinfondere le ore di lavoro in più realizzate in questi ultimi anni. E potrebbe non essere l’unico problema, visto che entro la fine dell’anno arriverà a sentenza anche l’appello presentato dall’azienda presieduta da Riccardo Giordano contro la sentenza che invece in primo grado l’aveva condannata per l’annullamento unilaterale del contratto integrativo. A fare causa erano stati gli stessi 40 dipendenti riuniti sotto la sigla autonoma USB.

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Il dispositivo della sentenza, in attesa delle motivazioni

“La Corte, in riforma dell’impugnata sentenza – scrivono i giudici civili di secondo grado – dichiara il diritto degli appellanti in via principale, che abbiano lavorato su turni lavorativi di 39 ore settimanali, ad ottenere la retribuzione ordinaria per tre ore in più alla settimana rispetto a quanto percepito per i turni di 36 ore settimanali”.

Il dispositivo della sentenza – contro il quale è tuttavia possibile ancora il ricorso per Cassazione – si conclude con due “giudizi” in questo caso favorevoli all’azienda. “La Corte respinge, per il resto, l’appello principale. Respinge l’appello incidentale. Compensa la metà delle spese di lite sostenute in entrambi i gradi di giudizio e condanna Riviera trasporti a rifondere agli appellanti principali la residua frazione che liquida per ciascun grado in 2mila euro”.