Preside arrestata

Avrebbe agito secondo una concezione “feudale” della scuola, con collaboratori e dipendenti costretti ad atteggiarsi come “fedeli vassalli”. A dichiararlo è il giudice del Riesame di Genova, nelle motivazioni della sentenza con cui ha inflitto 12 mesi di sospensione dal servizio ad Anna Rita Zappulla, la preside dell’Istituto Ipsia Marconi, di Imperia e del Colombo, di Sanremo, arrestata dai carabinieri, la sera del 13 aprile, con l’accusa di peculato per avere utilizzato l’auto di servizio della scuola, una Toyota Corolla, per interessi personali.

Le motivazioni

La concezione “feudale”, deriva dalla revoca (da parte della preside), avvenuta il giorno successivo a quello della scarcerazione, dell’incarico di primo collaboratore nei confronti del professore Luca Ronco – promotore della denuncia nei suoi confronti.

“Il che rivela una concezione in qualche modo feudale del pubblico ufficio da parte dell’indagata – scrive il giudice – evidentemente convinta che i beni in dotazione a quest’ultimo siano da lei apprensibili ad libitum e che i suoi collaboratori e dipendenti debbano atteggiarsi nei suoi confronti quali fedeli vassalli, degni di immediata punizione non appena mostrino di non condividerne le aspettative”.

Ma non è tutto. Il giudice parla anche di “condotta ritorsiva”, con il rischio di una “recidiva specifica” ed anche se  l’auto era a disposizione della scuola, per il Riesame la preside “si è comportata in toto come la reale proprietaria, se è vero che chi avesse voluto utilizzarla avrebbe dovuto preventivamente fare i conti con le di lei esigenze personali”.

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