Martina Rossi, la ragazza imperiese precipitata da un terrazzo in Spagna, è morta per sfuggire a un tentativo di violenza. A sei mesi dalla condanna dei due giovani ritenuti responsabili, sono note le motivazioni del tribunale di Arezzo.

Martina morì per sfuggire alla violenza sessuale. Le motivazioni dei giudici

La 20enne si trovava in vacanza, insieme ai due giovani condannati, a Palma di Maiorca, nell’estate 2011. I fatti si sono trascinati a lungo, con l’ipotesi iniziale di suicidio, sempre contestata dalla famiglia Rossi che con tenacia ha lottato per aver chiara la verità.

A dicembre 2018 i magistrati del tribunale di Arezzo hanno condannato i due ragazzi, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, conosciuti in vacanza e con cui Martina avrebbe trascorso quella serata. In 113 pagine della sentenza, ora resa nota, spiegano il perché della condanna: Martina è caduta dal balcone della camera dell’albergo in cui si trovava per sfuggire a un tentativo di violenza sessuale da parte dei due giovani. Avrebbe tentato, per scappare, di scavalcare un muretto divisorio tra quella stanza e un’altra, precipitando nel vuoto. Nessuna sostanza stupefacente né alcol nel sangue, esclusa anche l’ipotesi di suicidio, come la famiglia aveva sostenuto fin dall’inizio.