Madonna di Polsi

“La Procura era perfettamente informata del servizio che si sarebbe svolto durante la processione, mi hanno riferito e mi riferiranno ancora per iscritto, ma dalle prime informazioni raccolte non risulta alcun inchino”.

A dichiararlo, stamani, è il procuratore di Imperia, Alberto Lari, che interviene sul caso del presunto “inchino” mafioso alla processione della Madonna di Polsi, che si è svolta, sabato scorso, nel centro storico di Ventimiglia. Il magistrato conferma l’apertura di un fascicolo come “atti relativi”, senza però la configurazione di una ipotesi di reato.

Tutto nasce

dal filmato pubblicato sul proprio profilo Facebook dal referente regionale ligure della Casa della Legalità, Christian Abbondanza, che ha ripreso la processione mentre si ferma nelle vicinanze di un esponente della famiglia Palamara – Carmelo Palamara (che a dir il vero non è mai stato indagato) – per poi riprendere il cammino.

Che il corteo si sia fermato per una sosta tecnica o per altro, non è ancora possibile stabilirlo con certezza, ma per Lari, comunque, se di “inchino” si fosse trattato, i portantini avrebbero dovuto rivolgere, anche in minima parte, la statua verso la persona, in questo caso Palamara. La statua della Madonna, invece, guardava sempre in avanti.

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