Madonna di Polsi

“Il sottoscritto Giordanengo Massimo consigliere comunale di maggioranza della Lega essendo una persona al di sopra di ogni sospetto, che ha educato tre figli in nome dell’onestà e della lealtà, che collabora con diverse associazioni di beneficenza, che da anni collabora con la scuola e che, soprattutto ha sempre disprezzato ogni forma di criminalità e potrei continuare per molte altre righe, intende mettere chiarezza su questa assurda bagarre che si è scatenata attorno alla sua persona”.

Inizia così una lettera aperta del consigliere comunale della Lega, a Ventimiglia, Massimo Giordanengo, finito nell’occhio del ciclone, dopo un’intervista rilasciata, sabato scorso, a margine della processione della Madonna di Polsi, nella città alta.

Il suo nome, infatti, è finito nel video di circa sette minuti realizzato dal referente ligure della Casa della Legalità, Christian Abbondanza, che riprendendo le sue affermazioni, lo ha indicato come rappresentante del Comune di Ventimiglia (che ha già preso le distanze) alla chiacchierata manifestazione religiosa, di origine calabrese, considerata vicina alla ‘ndrangheta.

Le dichiarazioni di Giordanengo

“Sabato 7 sono stato contattato dal farmacista dr Marco Agosta, vice presidente di una associazione del centro storico di Ventimiglia Alta, per salire in piazza San Michele, dove in concomitanza con una funzione religiosa, si raccoglievano fondi per riacquistare un video proiettore sottratto durante l’estate alla scuola materna di via al Cavo – scrive Giordanengo -. Arrivato sul posto, salutate le persone presenti, che incontro quotidianamente abitando a venti metri dalla chiesa, e fatta la donazione per la scuola, sono stato avvicinato da un paio di giornalisti che mi hanno chiesto di rilasciare una dichiarazione. Fatta la breve (ed incriminata) intervista insieme ad altri rappresentanti di associazioni, me ne sono tornato con il sopracitato farmacista a casa senza partecipare ne alla cerimonia, ne alla processione, né al festino”.

Conclude Giordanengo: “Quindi da questo momento non accetterò più insinuazioni sulla mia presenza (inesistente) a questa cerimonia religiosa e adirò le vie legali nei confronti di chiunque si permetta di infangare il mio nome”.

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