Tutti i nostri sogni possono diventare realtà se abbiamo il coraggio di perseguirli, diceva Walt Disney. E la storia di Giacomo è un racconto fatto di sogni e di grande coraggio.

L’incredibile storia di Giacomo: a 6 anni dopo la malattia vola nello spazio con Nespoli

Nato sei anni fa a Imperia, nel 2017 gli è stato diagnosticato un medulloblastoma, un tumore celebrale che l’ha costretto a subire due delicati interventi e a percorrere un sentiero tortuoso, fatto di ospedali, terapie e riabilitazione.

Accanto, ha sempre avuto l’affetto e la forza di mamma Silvia, papà Alberto e del fratello più grande Filippo. “Dal momento della diagnosi – racconta Silvia – la nostra vita è cambiata: Giacomo è stato ricoverato all’Ospedale Gaslini, dove è rimasto per quasi un anno”. Ma proprio all’interno dell’ospedale l’instancabile famiglia Botta incontra un gruppo di volontari dell’associazione Make a Wish Italia, con sede a Genova e nata con lo scopo di “realizzare i desideri dei piccoli guerrieri”. Giacomo prima ancora della malattia ne aveva uno in mente con certezza: “quando avrò compiuto 10 anni andrò nello spazio”.

“Dopo qualche mese – prosegue Silvia – l’associazione ci ha contattato dicendoci che il sogno di nostro figlio era un sogno vero, puro, e si poteva realizzare. Ci hanno inviato del materiale a Imperia, che abbiamo iniziato ad assemblare tutti insieme: un mantello colorato da noi, con cui Giacomo avrebbe affrontato la sua impresa nello spazio. Non avevamo ancora bene idea di che cosa sarebbe successo, finché non ci hanno invitato all’ALTEC (Aerospace Logistics Technology Engineering Company) di Torino. Lì ad aspettarci abbiamo trovato una guida d’eccezione: l’astronauta Paolo Nespoli, uno dei più famosi al mondo. Giacomo ha indossato la tuta con sopra il suo mantello ed è iniziato il nostro viaggio nello spazio: è stata un’emozione grandissima”. Prendendo per la mano Giacomo, che ha superato subito la timidezza iniziale, Nespoli l’ha guidato alla scoperta del centro, raccontandogli tutte le curiosità della vita nello spazio: un viaggio a misura di bambino, ma rigoroso nelle sue spiegazioni.

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“Giacomo ha posto tantissime domande. Nella sala di controllo, ha potuto sentire attraverso le cuffie gli astronauti nello spazio che discutevano in inglese e in russo. Ha potuto camminare sulla riproduzione del suolo di Marte. Non avevamo idea che avremmo vissuto un’esperienza del genere, tutti insieme”. Al giovane astronauta sono stati poi forniti dei materiali utili per le sue prossime esplorazioni: libri, campioni di acqua e cibo utilizzati nello spazio, spille e il meritatissimo diploma.

“Giacomo è stato dichiarato guarito, ma abbiamo ancora tanta strada da fare e controlli ravvicinati a cui sottoporci. La forza che ci ha dato questa giornata la porteremo sempre con noi: non è stato un anno facile, divisi tra Imperia e Genova. Make a Wish Italia non solo ha realizzato il sogno di Giacomo, ma ci ha regalato una giornata tutta per noi, rafforzandoci ancora di più come famiglia”.