Diffamazione

L’ex vescovo di Ventimiglia e Sanremo, Alberto Maria Careggio, è stato citato come teste al processo per diffamazione aggravata che vede sul banco degli imputati l’apicoltore e blogger Marco Ballestra, di Camporosso, che in un post aveva accusato l’allora (ed attuale) sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino di tentata estorsione, per avere emesso un’ordinanza di demolizione di un ricovero di imbarcazioni accessorio a una villa, che all’epoca dei fatti apparteneva alla Curia e nella quale viveva il compianto economo della diocesi.

Ballestra è accusato di diffamazione

per aver scritto che Scullino aveva emesso l’ordinanza, sulla base di alcuni abusi edilizi, in quanto la curia non voleva vendergli il ricovero delle barche. Nella lista testi, presentata, stamani, nell’udienza tenutasi davanti al giudice onorario, Daniela Gamba, di Imperia – durante la quale sono stati esaminati sia la parte offesa (Scullino, che ha negato i propri addebiti) che Ballestra – l’avvocato della difesa, Aldo Prevosto, ha inserito anche i nomi dell’imprenditore Marcello Orengo, nuovo proprietario dello stabile e del figlio di lui, Emanuele e la vedova dell’economo.

L’udienza è stata aggiornata al 13 dicembre

momento in cui il giudice comunicherà comunicherà quali testi della difesa sono stati ammessi. In base al principio della “exceptio veritatis” (prova della verità), se qualcuno dei testi della difesa dovesse confermare gli addebiti nei confronti dell’allora sindaco, Ballestra verrebbe assolto, in quanto essendo la parte offesa (Scullino) un pubblico ufficiale, l’istituto prevede  che l’accusato dei delitti di ingiuria e diffamazione non è ammesso a provare, a sua discolpa, la verità o la notorietà del fatto attribuito alla persona offesa.

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