E’ il senatore savonese Matteo Mantero, del Movimento 5 Stelle, il primo firmatario di un disegno di legge depositato nei giorni scorsi, per consentire l’auto produzione di cannabis e legalizzare la produzione e la vendita di marijuana per uso personale.

Marijuana per uso personale: “Non è una questione secondaria”

Il provvedimento depositato a Palazzo Madama consentirebbe la coltivazione di tre piante in casa, o in forma associativa fno ad un massimo di 30 soci, la detenzione di 15 grammi di marijuana nella propria abitazione e cinque fuori casa, oltre a dare un nuovo inquadramento alla cannabis light, consentendo la vendita per uso alimentare e l’innanlzamento della quantità di thc fino all’1%.  Il senatore Mantero  ha affrontato con un lungo post su Facebook – dove spiega, tra l’altro le motivazioni dietro al disegno di legge- il tema legalizzazione, dal punto di vista scientifico, politico e sociale.

“Perché ho presentato una proposta di legge per consentire l’autoproduzione di cannabis? – scrive il senatore pentastellato – Perché legalizzare la produzione e la vendita di marijuana per uso personale è una questione tutt’altro che secondaria?In molti sono d’accordo che sia insensato perseguire chi si fuma uno spinello, visto che la marijuana non fa male come invece l’alcool e il tabacco. Anzi, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista “Scientific Reports”, affiliata di Nature, l’alcool ha un indice di pericolosità 114 volte superiore alla cannabis, seguito da eroina, cocaina e tabacco. Storicamente non è mai stata registrata alcuna morte dovuta all’uso di derivati della canapa. Oltre il 70% degli italiani – continua – sarebbe concorde a legalizzare l’utilizzo di questa sostanza, come storicamente hanno fatto o stanno facendo molti stati come l’Olanda, la Spagna, il Canada e diversi membri degli Stati Uniti d’America”.

“800 milioni di euro risparmiati e 30 miliardi sottratti alla criminalità”

“La Direzione Nazionale Antimafia – spiega il senatore su FB – nella sua relazione annuale del 2015 diceva che dalla cancellazione del reato di produzione e vendita delle droghe leggere, che rappresenta più della metà del mercato degli stupefacenti, il risparmio generato ammonterebbe a quasi 800 milioni di euro, in seguito alle minori spese tra magistratura, carcerari e quelle relative all’ordine pubblico ed alla sicurezza. Risorse economiche e finanziarie che potrebbero essere spostate al contrasto alle droghe pesanti, come cocaina, eroina e droghe sintetiche, queste sì realmente pericolose. La possibilità di coltivare sul proprio balcone alcune piantine di marijuana – prosegue – ridurrebbe notevolmente il mercato illegale e il colpo inferto alla criminalità organizzata sarebbe importante, infatti, sempre la Dna stima in circa 30 miliardi di euro l’importo del mercato nero per il comparto delle sostanze stupefacenti in Italia, pari a circa il 2% del Pil nazionale, e più della metà del mercato è costituito dalla marijuana e suoi derivati. Chi contrasta la legalizzazione della cannabis, consapevolmente o meno, sta facendo un enorme regalo alla mafia”

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Oltretutto rivolgersi al mercato nero, come specifica il senatore Mantero, comporta l’esporsi al rischio, per i 5 milioni di consumatori italiani all’anno, derivato dalle sostanze con le quali viene “tagliato” lo stupefacente per aumentare il peso dell’erba, migliorare i fiori o modificare l’effetto psicotropo della pianta. Stesso discorso per la cosiddetta marijuana light “Paradossalmente – spiega il senatore – sarebbe ancora più sicuro se fosse consentito l’uso di questa sostanza a fini alimentari o erboristici perché ovviamente le infiorescenze dovrebbero rispettare standard produttivi diversi, ancora più stringenti.

“Trovate un motivo per non legalizzarla?”

“Per tutti questi motivi – conclude Mantero – ho depositato in Senato un disegno di legge per la legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati attraverso il quale cercare di avviare al più presto una discussione in parlamento, non farlo sarebbe da irresponsabili. Trovate qualche motivo per non legalizzarla?